domenica 25 settembre 2011
La corona Angelica
Forma della corona angelica
La corona usata per recitare la «Coroncina Angelica» è formata da nove parti, ciascuna di tre grani per le Ave Maria, preceduti da un grano per il Padre nostro. I quattro grani che precedono la medaglia con l'effigie di San Michele Arcangelo, ricordano che dopo l'invocazione ai nove Cori angelici bisogna recitare ancora quattro Padre nostro in onore dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e del Santo Angelo custode.
Origine della corona angelica
Questo pio esercizio fu rivelato dall'Arcangelo Michele stesso alla serva di Dio Antonia de Astonac in Portogallo.
Il Principe degli Angeli apparendo alla Serva di Dio disse che voleva essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove Cori degli Angeli.
Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un Coro angelico e la recita di un Padre nostro e tre Ave Maria e concludersi con la recita di quattro Padre nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di S. Gabriele, S. Raffaele e degli Angeli custodi. L'Arcangelo promise ancora di ottenere da Dio che colui che l'avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un Angelo di ciascuno dei nove Cori. A chi l'avesse recitata ogni giorno prometteva la continua particolare assistenza sua e di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte. Benché queste rivelazioni non siano ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, tuttavia tale pia pratica si diffuse tra i devoti dell'Arcangelo Michele e dei santi Angeli.
La speranza di ricevere le grazie promesse è stata alimentata e sostenuta dal fatto che il Sommo Pontefice Pio IX fece arricchire di numerose indulgenze questo pio e salutare esercizio.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
S. Michele Arcangelo, difendici nella lotta, per essere salvati nell'estremo giudizio
1a Invocazione
Ad intercessione di S. Michele e del celeste coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carità. Pater, tre Ave al 1° Coro Angelico.
2a invocazione
Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci la grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione. Pater, tre Ave al 2° Coro Angelico.
3a invocazione
Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà. Pater, tre Ave al 3° Coro Angelico.
4a invocazione
Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le corrotte passioni. Pater, tre Ave al 4° Coro Angelico.
5a invocazione
Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro delle Potestà, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio. Pater, tre Ave al 5° Coro Angelico.
6a invocazione
Ad intercessione di S. Michele e del Coro delle ammirabili Virtù celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male. Pater, tre Ave al 6° Coro Angelico.
7a invocazione
Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza. Pater, tre Ave al 7° Coro Angelico.
8a invocazione
Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone. Pater, tre Ave al 8° Coro Angelico.
9a invocazione
Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei cieli. Pater, tre Ave al 9° Coro Angelico.
Un Padre nostro a San Michele.
Un Padre nostro a San Gabriele.
Un Padre nostro a San Raffaele.
Un Padre nostro allAngelo Custode.
Preghiamo
Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso San Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberi da tutti i nostri spirituali nemici. Nell'ora della nostra morte non ci molesti l'antico avversario, ma sia il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maestà. Amen.
www. preghiereagesùemaria.it
sabato 24 settembre 2011
GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA NATURA
I. Considera come S. Michele Arcangelo è il più nobile e il più bello fra tutti quei nobilissimi Spiriti che compongono la milizia celeste; Egli è il primo tra i primi Principi; poiché creati che furono gli Angeli vennero divisi in tre Gerarchie, ciascuna Gerarchia in tre Cori; ogni Coro risultò d'innumerevoli Spiriti, e ciascuno Spirito fu abbellito di quelle doti e perfezioni, che convenivano al grado ed uffizio, cui Dio l'aveva destinato. Il Coro superiore perciò contiene le perfezioni del Coro inferiore, il Coro più sublime le perfezioni e le bellezze di tutti i Cori inferiori. Così insegna S. Tommaso.
L'Arcangelo Michele è nel primo Ordine di quelle schiere Angeliche e per la dignità e per gli onori superiore a tutti i beati Angeli, come scrive S. Basilio. Chi potrà comprendere quale sia la bellezza di sua natura, che primeggia su tutti gli Angeli? Egli è veramente il più perfetto, il più bello, il più grande di tutti i beati Spiriti!
II. Considera come il Profeta Giobbe guardando la nobiltà di natura degli Angeli, li chiamava figli di Dio per eccellenza, e li paragonava alle stelle del mattino; certamente dobbiamo tenere con S. Pantaleone che S. Michele Arcangelo è la prima, la più grande e la più bella Stella Angelica, la più luminosa nel Cielo del Paradiso, Colui che tiene il primo luogo tra quello sterminato numero di Angeli. Poichè egli sta al sommo grado di tutto l'essere creato, la sua spirituale natura è la più nobile e pura di quante furono create da Dio. Per questo S. Gelasio lo chiama sommo Mininistro del Trono della Santissima Trinità. Mentre gli altri Angeli si velano il volto, S. Michele canta, con gran confidenza e senza stupore, il trisagio dei Serafini, è a Dio il più vicino, è degli Angeli il più nobile, il più sublime; perciò si chiama Arcangelo, non perchè sia del Coro degli Arcangeli, ma perchè di tutti gli Angeli è il Capo, il Duce, il più grande per natura. O eccellenza veramente ammirabile! O principe veramente grande!
III. Considera poi, o cristiano, qual'è la tua grandezza nell'ordine della natura. L'uomo è fra gli esseri della terra il più nobile, contiene in sé le perfezioni delle altre specie, cioè l'esistenza dei fossili, la vita degli alberi, i sensi degli animali, l'intelligenza degli Angeli. Il corpo è il mondo in piccolo: l'anima porta scolpita l'immagine di Dio sostanza spirituale, dotata di mente capace di conoscere Dio, e di volontà idonea ad amarlo; sostanza tanto nobile, che poco differisce dagli Angeli.
Qual uso hai fatto della tua eccellente natura e dei doni naturali di cui Dio ti arricchì? L'Arcangelo Michele creato da Dio sì nobile, e di tanti doni arricchito, tutto rivolse a glorificare Dio Creatore, tu, invece, forse ti sei servito dei tuoi doni naturali, del tuo corpo e dell'anima non per lodare, ma per disonorare Dio, non per venerarlo, ma per insultarlo, non per glorificarlo, ma per offenderlo maggiormente! A che ha servito sinora il tuo corpo? Alla iniquità ed alla immondezza! Di che si è occupata l'anima tua? Di conoscere le vanità di questo mondo, non le grandezze di Dio. La tua volontà, invece d'amare il sommo ed unico bene, ha amato i beni fallaci di questo mondo. Cerca di umiliarti, rientra in te stesso, impara ad apprezzare la tua eccellenza e dignità,
apprendi dall'Arcangelo Michele a conformare la vita alla eccellenza della natura, e pregarlo infine che ti ottenga la grazia di non più disonorare la tua natura, ma di vivere piuttosto a norma di quel fine, per cui Dio ti creò.
venerdì 23 settembre 2011
Perle di saggezza di Aslan il leone
Tu sei nato dal signore Adamo e donna Eva - disse Aslan. - una discendenza che è al tempo stesso un grande onore e una vergogna. In virtù di essa, il più povero dei mendicanti potrà alzare la testa con orgoglio e il più grande imperatore dovrà abbassarla per contrizione; in ogni caso, devi esserne fiero.
C.S. Lewis: Le cronache di Narnia.
Invito alla devozione a S. Michele Arcangelo
da una Messaggio di S. Michele ad un’anima
“Il Cielo vuole che in questo tempo finale vengano invocati gli angeli, come abbiamo già dovuto dire altre volte. In questo tempo spaventoso in cui l'Anticristo è già all'opera, anche se non ancora apertamente, è una grave trascuratezza non cercare l'aiuto degli angeli: può portarvi all'eterna rovina. Gli angeli possono fare da contrappeso all'inferno, possono neutralizzare le insidie che noi vi tendiamo e il male che cerchiamo di farvi. L'Altissimo ha affidato agli angeli tutti gli uomini e tutto l'universo. Per la loro grandezza, maestà e potenza nessun'altra creatura è paragonabile a loro. Gli angeli sono in Cielo ed anche sulla terra, ma la loro azione a vostro vantaggio resta inefficace se voi non li invocate e se non ponete in essi la vostra fiducia. Esiste un'armonia meravigliosa in questo mondo angelico: tutto è armonia e grazia che solo l'Altissimo poteva concepire e donare a voi per venirvi in aiuto - E' un grande male per voi, un guaio spaventoso e tragico che non preghiate più i vostri angeli; dovreste pregarli e molto. Se sapeste quali grazie essi possono ottenere a chi li prega! Naturalmente è la Vergine la grande Mediatrice di tutte le grazie, ma anche gli angeli possono far molto a vostro vantaggio. Essi sono al servizio dell'Altissimo e sono sempre pronti a ogni suo più piccolo cenno. Tante cose sembrano inutili a voi uomini, ma vi ingannate. Moltissime grazie vanno perdute per l'umanità perché non prega gli angeli e in particolare gli angeli custodi. Sono moltissimi quelli che non pregano nemmeno una volta all'anno il loro angelo custode, mentre egli sta loro vicino, li serve continuamente e con sollecitudine porta loro aiuto giorno e notte. Gli angeli sono spiriti fedelissimi, santi, puri. Nessuna madre, tranne Lei (La Madonna), è così premurosa con le sue creature quanto l'angelo lo è con voi. E' disastroso non accogliere tali grazie e non pregare questi puri spiriti potenti e servizievoli. Ed, è rovinoso per voi che troppo poco vi si parli del loro aiuto.”
Tratto da un esorcismo
lunedì 19 settembre 2011
20 settembre. anniversario della presa di Porta Pia
oggi 20 settembre ricorre il 141° anniversario della breccia di Porta Pia e dell'invasione di Roma da parte sabauda.
preghiamo per le anime di coloro che vollero difendere il Papato e la Chiesa Romana dal barbaro esercito piemontese e dei suoi massonici capi.
preghiamo per le anime di coloro che vollero difendere il Papato e la Chiesa Romana dal barbaro esercito piemontese e dei suoi massonici capi.
venerdì 16 settembre 2011
Oimè, non più tacere!
Oimè, oimè, disaventurata l'anima mia! Aprite
l'occhio e ragguardate la perversità della morte che è venuta nel mondo,
e singolarmente nel corpo della santa Chiesa. Oimè, scoppi il cuore e
l'anima vostra a vedere tante offese di Dio. Vedete, padre, che 'l lupo
infernale ne porta la creatura, le pecorelle che si pascono nel
giardino della santa Chiesa; e non si trova chi si muova a trargliele
di bocca. Li pastori dormono nell'amor proprio di loro medesimi, in una
cupidità e immondizia: sono sì ebbri di superbia, che dormono e non si
sentono, perchè veggano che il diavolo, lupo infernale, se ne porti la
vita della Grazia in loro e anco quella de' sudditi loro. Essi non se
ne curano: e tutto n'è cagione la perversità dell'amore proprio.
Oh quanto è pericoloso questo amore nelli prelati e nelli sudditi! S'egli è prelato ed egli ha amore proprio, egli non corregge il difetto de' suoi sudditi; perocchè colui che ama sè per sè, cade in timore servile, e però non riprende. Che se egli amasse sè per Dio, non temerebbe di timore servile; ma arditamente con virile cuore riprenderebbe li difetti e non tacerebbe nè farebbe vista di non vedere. Di questo amore voglio che siate privato, padre carissimo. Pregovi che facciate sì che non sia detta a voi quella dura parola con riprensione dalla prima verità, dicendo: «maladetto sia tu che tacesti».
Oh quanto è pericoloso questo amore nelli prelati e nelli sudditi! S'egli è prelato ed egli ha amore proprio, egli non corregge il difetto de' suoi sudditi; perocchè colui che ama sè per sè, cade in timore servile, e però non riprende. Che se egli amasse sè per Dio, non temerebbe di timore servile; ma arditamente con virile cuore riprenderebbe li difetti e non tacerebbe nè farebbe vista di non vedere. Di questo amore voglio che siate privato, padre carissimo. Pregovi che facciate sì che non sia detta a voi quella dura parola con riprensione dalla prima verità, dicendo: «maladetto sia tu che tacesti».
Oimè, non più tacere!
Gridate con cento migliaia di lingue. Veggo che, per tacere, il mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita, toltogli è il colore, perchè gli è succhiato il sangue da dosso, cìoè che il sangue di Cristo, che è dato per grazia e non per debito, egli sel furano con la superbia, tollendo l'onore che debbe essere di Dio, e dannolo a loro; e si ruba per simonia, vendendo i doni e le grazie che ci sono dati per grazia col prezzo del sangue del Figliuolo di Dio. Oimè! ch'io muoio, e non posso morire.
Gridate con cento migliaia di lingue. Veggo che, per tacere, il mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita, toltogli è il colore, perchè gli è succhiato il sangue da dosso, cìoè che il sangue di Cristo, che è dato per grazia e non per debito, egli sel furano con la superbia, tollendo l'onore che debbe essere di Dio, e dannolo a loro; e si ruba per simonia, vendendo i doni e le grazie che ci sono dati per grazia col prezzo del sangue del Figliuolo di Dio. Oimè! ch'io muoio, e non posso morire.
Non
dormite più in negligenzia; adoperate nel tempo presente ciò che si può.
Credo che vi verrà altro tempo che anco potrete più adoperare; ma ora
pel tempo presente v'invito a spogliare l'anima vostra d'ogni amore
proprio, e vestirla di fame e di virtù reale e vera, a onore di Dio e
salute dell'anime. Confortatevi in Cristo Gesù dolce amore: chè tosto
vedremo apparire i fiori.
Lettera 16 (XVI) di Santa Caterina da Siena al card. Di Ostia, citata da Paolo VI nella Proclamazione della Santa a Dottore della Chiesa il 4.10.1970
martedì 13 settembre 2011
Esaltazione della Croce
14/15 settembre
Esaltazione della Croce
e i Sette Dolori della Beata Vergine Maria
Ti adoriamo o Cristo
e Ti benediciamo,
perchè con la Tua Santa Croce
hai redento il mondo.
I Sette Dolori
di Maria, corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo:
1)
La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E
anche a te una spada trafiggerà l’anima”.
2) La Sacra Famiglia è
costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il
Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”. –
3) Il ritrovamento
di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati
ti cercavamo”. –
4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce
sulla via del Calvario. –
5) La Madonna ai piedi della Croce in piena
adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio
crocifisso e morente. –
6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio
morto deposto dalla Croce. –
7) Maria affida al sepolcro il corpo di
Gesù, in attesa della risurrezione.
La liturgia e la devozione hanno
compilato anche le Litanie dell’Addolorata, ove la Vergine è implorata
in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua
personale sofferenza.
La tradizione popolare ha identificato la
meditazione dei Sette Dolori, nella pia pratica della ‘Via Matris’, che
al pari della Via Crucis, ripercorre le tappe storiche delle sofferenze
di Maria e sempre più numerosi sorgono questi itinerari penitenziali,
specie in prossimità di Santuari Mariani, rappresentati con sculture,
ceramiche, gruppi lignei, affreschi.
Le processioni penitenziali, tipiche
del periodo della Passione di Cristo, comprendono anche la figura della
Madre dolorosa che segue il Figlio morto, l’incontro sulla salita del
Calvario, Maria posta ai piedi del Crocifisso; in certi Comuni le
processioni devozionali, assumono l’aspetto di vere e proprie
rappresentazioni altamente suggestive, specie quelle dell’incontro tra
il simulacro di Maria vestita a lutto e addolorata e quello di Gesù che
trasporta la Croce tutto insanguinato e sofferente.
In certe località
queste processioni, che nel Medioevo diedero luogo anche a
rappresentazioni sacre dette “Misteri”, assumono un’imponenza di
partecipazione popolare, da costituire oggi un’attrattiva oltre che
devozionale e penitenziale, anche turistica e folcloristica, cito per
tutte la grande processione barocca di Siviglia.
In Adorazione davanti alla Croce
Amabilissimo Gesù,
che a liberare noi miseri dalla schiavitù del peccato Vi degnaste scendere dagli splendori eterni del Cielo e, fatto Uomo simile a noi, avete soddisfatto per i nostri debiti la Divina Giustizia, degnateVi ancora una volta di farmi grazia affinchè io non Vi sia più ingrato e indifferente;
Amabilissimo Gesù,
che a liberare noi miseri dalla schiavitù del peccato Vi degnaste scendere dagli splendori eterni del Cielo e, fatto Uomo simile a noi, avete soddisfatto per i nostri debiti la Divina Giustizia, degnateVi ancora una volta di farmi grazia affinchè io non Vi sia più ingrato e indifferente;
vogliaTe trasformare il mio cuore per renderlo sensibile alle Vostre santissime piaghe che per me, misero e peccatore, voleste eternamente segnate nel Vostro adorabile Corpo;
vogliaTe degnarVi di impetrare in questo cuore tutte quelle virtù necessarie a non più offenderVi in special modo la virtù del santo pudore nella lingua e nel costume.
Mi sia questo Santo Crocefisso che oggi adoro e venero, strumento di salvezza e di conversione, di pentimento per i miei peccati, di suffragio per le Anime del Purgatorio e per la conversione dei peccatori.
Mi sia santo e divino auspicio l'intervento della Beata sempre Vergine Maria che supplice invoco ai piedi di questa Santa Croce, affinchè sia prudente e costante nel mantener fede a queste devote intenzioni!
Gesù, Salvatore di chi spera in Te, abbi pietà di noi.
(Preghiera con Indulgenza di 100 giorni - formulata ogni giorno specialmente in Quaresima ed alle solite condizioni che prevedono la santa Confessione e la Santa Messa con la Via Crucis il Venerdì di Quaresima -
Mi sia questo Santo Crocefisso che oggi adoro e venero, strumento di salvezza e di conversione, di pentimento per i miei peccati, di suffragio per le Anime del Purgatorio e per la conversione dei peccatori.
Mi sia santo e divino auspicio l'intervento della Beata sempre Vergine Maria che supplice invoco ai piedi di questa Santa Croce, affinchè sia prudente e costante nel mantener fede a queste devote intenzioni!
Gesù, Salvatore di chi spera in Te, abbi pietà di noi.
(Preghiera con Indulgenza di 100 giorni - formulata ogni giorno specialmente in Quaresima ed alle solite condizioni che prevedono la santa Confessione e la Santa Messa con la Via Crucis il Venerdì di Quaresima -
di Papa Leone XIII del 21 febbraio del 1891 )
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