QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE, ANTE OMNIA OPUS EST, UT TENEAT CATHOLICAM FIDEM

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lunedì 24 ottobre 2011

Per non dimenticare la nostra Dottrina (2)


Verità principali della fede



 (dal Catechismo san Pio X)

1. Chi ci ha creato?
Ci ha creato Dio.

2. Chi è Dio?
Dio è l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra.

3. Che significa perfettissimo?
Perfettissimo significa che in Dio è ogni perfezione, senza difetto e senza limiti, ossia che Egli è potenza, sapienza e bontà infinita.

4. Che significa Creatore?
Creatore significa che Dio ha fatto dal nulla tutte le cose.

5. Che significa Signore?
Signore significa che Dio è padrone assoluto di tutte le cose.

6. Dio ha corpo come noi?
Dio non ha corpo, ma è purissimo spirito.

7. Dov'è Dio?
Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli è l'Immenso.

8. Dio è sempre stato?
Dio è sempre stato e sempre sarà: Egli è l'Eterno.

9. Dio sa tutto?
Dio sa tutto, anche i nostri pensieri: Egli è l'Onnisciente.

10. Dio può far tutto?
Dio può far tutto ciò che vuole: Egli è l'Onnipotente.

11. Dio può fare anche il male?
Dio non può fare il male, perché non può volerlo, essendo bontà infinita.

12. Dio ha cura delle cose create?
Dio ha cura e provvidenza delle cose create, e le conserva e dirige tutte al proprio fine, con sapienza, bontà e giustizia infinita.

13. Per qual fine Dio ci ha creati?
Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra in paradiso.

14. Che cos'è il paradiso?
Il paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male.

15. Chi merita il paradiso?
Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente Dio, e muore nella sua grazia.

16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?
I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, meritano l'inferno.

17. Che cos'è l'inferno?
L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male, senza alcun bene.

18. Che cos'è il purgatorio?
Il purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio, e di altre pene che tolgono dall'anima ogni resto di peccato.

19. Perché Dio premia i buoni e castiga i cattivi?
Dio premia i buoni e castiga i cattivi, perché è la giustizia infinita.

20. Dio è uno solo?
Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte, che sono la santissima Trinità.

21. Come si chiamano le tre Persone della santissima Trinità?
Le tre persone della santissima Trinità si chiamano Padre, Figliuolo e Spirito Santo.

22. Qual è la prima persona della santissima Trinità?
La prima persona della santissima Trinità è il Padre.

23. Qual è la seconda Persona della santissima Trinità?
La seconda Persona della santissima Trinità è il Figliuolo.

24. Qual e' la terza Persona della santissima Trinità?
La terza Persona della santissima Trinità è lo Spirito Santo.

25. Ogni Persona della santissima Trinità è Dio?
Si, ogni Persona della santissima Trinità è Dio.

26. Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo alcuna?
Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè Il Figliuolo.

27. Come si chiama il Figliuolo di Dio fatto uomo?
Il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.

28. Chi è Gesù Cristo?
Gesù Cristo è la seconda Persona della santissima Trinità, cioè il Figliuolo di Dio fatto uomo.

29. Gesù Cristo è Dio e uomo?
Si, Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo.

30. Perché il Figliuolo di Dio si fece uomo?
Il Figliuolo di Dio si fece uomo per salvarci, cioè per redimerci dal peccato e riacquistarci il paradiso.

31. Che fece Gesù Cristo per salvarci?
Gesù Cristo per salvarci soddisfece per i nostri peccati patendo e sacrificando se stesso sulla Croce, e c'insegnò a vivere secondo Dio.

32. Per vivere secondo Dio, che cosa dobbiamo fare?
Per vivere secondo Dio, dobbiamo CREDERE LE VERITÀ RIVELATE da Lui e OSSERVARE I SUOI COMANDAMENTI, con l'aiuto della sua GRAZIA, che si ottiene mediante i SACRAMENTI e l'ORAZIONE.

33. Quali sono le verità rivelate da Dio?
Le verità rivelate da Dio sono principalmente quelle compendiate nel Credo o Simbolo Apostolico.

34. Che cos'è' il Credo o Simbolo apostolico?
Il Credo o Simbolo apostolico è una professione dei misteri principali e di altre verità rivelate da Dio e insegnate dalla Chiesa.

35. Che cos'è la Chiesa?
La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e dottrina di Gesù Cristo, partecipano a' suoi sacramenti e ubbidiscono ai Pastori stabiliti da Lui.

36. Da chi fu fondata la Chiesa?
La Chiesa fu fondata da Gesù Cristo.

37. Qual e' la Chiesa di Gesù Cristo?
La Chiesa di Gesù Cristo è la Chiesa Cattolica-Romana, perché essa sola è una, santa, cattolica e apostolica, quale Egli la volle.

38. Chi sono i legittimi Pastori della Chiesa?
I legittimi Pastori della Chiesa sono il Papa o Sommo Pontefice e i Vescovi uniti con lui.

39. Chi è il Papa?
Il Papa è il successore di san Pietro, quindi il capo visibile di tutta la Chiesa, Vicario di Gesù Cristo, capo invisibile.

40. Il Papa e i Vescovi uniti con lui che cosa costituiscono?
Il Papa e i Vescovi uniti con lui costituiscono la Chiesa docente, chiamata così perché ha la missione d'insegnare le verità e le leggi divine.

41. La Chiesa docente può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
La Chiesa docente non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio; essa è infallibile, perché lo Spirito di verità l'assiste continuamente.

42. Il Papa, da solo, può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
Il Papa da solo, non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la Chiesa.

43. Quali sono i misteri principali della Fede professati nel Credo?
I misteri principali della Fede professati nel Credo sono due: l'Unità e Trinità di Dio; l'Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.

44. I due misteri principali della Fede li professiamo ed esprimiamo anche in altra maniera?
Professiamo ed esprimiamo i due misteri principali della Fede anche col segno della Croce.

45. Come si fa il segno della Croce?
Il segno della Croce si fa portando la mano destra alla fronte, e dicendo: In nome del Padre; poi al petto dicendo: e del figliuolo; quindi alla spalla sinistra e alla destra dicendo: e dello Spirito Santo; e si termina con le parole Così sia.

46. Nel segno della Croce, come esprimiamo noi i due misteri principali della Fede?
Nel segno della Croce, con le parole esprimiamo l'Unità e Trinità di Dio, e con la figura della Croce, la Passione e la Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.

47. Dio creò soltanto ciò che è materiale nel mondo?
Dio non creò soltanto ciò che è materiale nel mondo, ma anche i puri spiriti e crea l'anima di ogni uomo.

48. Chi sono i puri spiriti?
I puri spiriti sono esseri intelligenti senza corpo.

49. Chi sono gli Angeli?
Gli Angeli sono i ministri invisibili di Dio, ed anche nostri Custodi, avendo Dio affidato ciascun uomo ad uno di essi.

50. I demòni chi sono?
I demòni sono angeli ribellatisi a Dio per superbia e precipitati nell'inferno, i quali, per odio contro Dio, tentano l'uomo al male.

51. Chi è l'uomo?
L'uomo è un essere ragionevole, composto d'anima e di corpo.

52. Che cos'è l'anima?
L'anima è la parte spirituale dell'uomo per cui egli vive, intende ed è libero.

53. L'anima dell'uomo muore col corpo?
L'anima dell'uomo non muore col corpo ma vive in eterno essendo spirituale.

54. Qual cura dobbiamo avere dell'anima?
Dell'anima dobbiamo avere la massima cura, perché solo salvando l'anima saremo eternamente felici.

55. In che modo il Figliuolo di Dio si è fatto uomo?
Il Figliuolo di Dio si è fatto uomo, prendendo un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo.

56. Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, cessò di esser Dio?
Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, non cessò di esser Dio, ma restando vero Dio, cominciò ad essere anche vero uomo.

57. Da chi nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque da Maria sempre Vergine, la quale perciò si chiama ed è vera Madre di Dio.

58. San Giuseppe non fu padre di Gesù Cristo?
San Giuseppe non fu il padre vero di Gesù Cristo, ma padre putativo, come custode di Lui.

59. Dove nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque a Betlemme, in una stalla, e fu posto in una mangiatoia.

60. Perché Gesù Cristo volle esser povero?
Gesù Cristo volle esser povero per insegnarci ad esser umili e a non riporre la felicità nelle ricchezze, negli onori e nei piaceri del mondo.

61. Gesù Cristo morì come Dio o come uomo?
Gesù Cristo morì come uomo perché come Dio non poteva né patire né morire.

62. Dopo la morte che fu di Gesù Cristo?
Dopo la morte, Gesù Cristo discese con l'anima al Limbo; poi risuscitò, ripigliando il suo corpo che era stato sepolto.

63. Che fece Gesù Cristo dopo la sua risurrezione?
Gesù Cristo dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni, poi salì al cielo, dove siede alla destra di Dio Padre onnipotente.

64. Ora Gesù Cristo è solamente in cielo?
Ora Gesù Cristo non è solamente in cielo, ma come Dio è in ogni luogo, e come Dio e uomo è in cielo e nel santissimo sacramento dell'altare.

65. Gesù Cristo tornerà mai più visibilmente su questa terra?
Gesù Cristo tornerà visibilmente su questa terra alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti, ossia tutti gli uomini, buoni e cattivi.

66. Gesù Cristo per giudicarci aspetterà sino alla fine del mondo?
Gesù Cristo per giudicarci non aspetterà sino alla fine del mondo, ma giudicherà ciascuno subito dopo la morte.

67. Di che cosa ci giudicherà Gesù Cristo?
Gesù Cristo ci giudicherà del bene e del male operato in vita, anche dei pensieri e delle omissioni.

68. Che cosa ci attende alla fine di questa vita?
Alla fine di questa vita ci attendono i dolori e lo sfacelo della morte e il giudizio particolare.

69. Che cosa ci attende alla fine del mondo?
Alla fine del mondo ci attende la risurrezione della carne e il giudizio universale.

70. Che significa risurrezione della carne?
Risurrezione della carne significa che il nostro corpo, per virtù di Dio, si ricomporrà e si riunirà all 'anima per partecipare, nella vita eterna, al premio o al castigo.

71. Che significa vita eterna?
Vita eterna significa che il premio, come la pena, durerà in eterno, e che la vista di Dio sarà la vera vita e felicità dell'anima.

.... continua...

domenica 23 ottobre 2011

Per non dimenticare la nostra Dottrina


Primi elementi
della
DOTTRINA CRISTIANA
tratti dal Catechismo
pubblicato per ordine
di Sua Santità Papa Pio X


Torino 1 febbraio 1913


Formule da sapersi a memoria



I due misteri principali della fede
1 Unità e Trinità di Dio;
2 Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.

I due comandamenti della carità.
1. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
2. Amerai il prossimo tuo come te stesso.

I dieci comandamenti di Dio
Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori che me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non ammazzare.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.

I cinque precetti generali della Chiesa.

1. Udir la Messa la domenica e le altre feste comandate.
2. Non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti, e digiunare nei giorni prescritti.
3. Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi almeno a Pasqua.
4. Sovvenire alle necessità della Chiesa contribuendo secondo le leggi o le usanze.
5. Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.

I sette sacramenti.
1 Battesimo,
2 Cresima,
3 Eucaristia,
4 Penitenza,
5 Estrema Unzione,
6 Ordine,
7 Matrimonio.

I sette doni dello Spirito Santo.
1 Sapienza,
2 intelletto,
3 consiglio,
4 fortezza,
5 scienza,
6 pietà,
7 timor di Dio.

Le tre virtù teologali.
1 Fede,
2 speranza,
3 carità.

Le quattro virtù cardinali.
1 Prudenza,
2 giustizia,
3 fortezza,
4 temperanza.

Le sette opere di misericordia corporale.
1 Dar da mangiare agli affamati;
2 dar da bere agli assetati;
3 vestire gli ignudi;
4 alloggiare i pellegrini;
5 visitare gl'infermi;
6 visitare i carcerati;
7 seppellire i morti.

Le sette opere di misericordia spirituale.
1 Consigliare i dubbiosi;
2 insegnare agli ignoranti;
3 ammonire i peccatori;
4 consolare gli afflitti;
5 perdonare le offese;
6 sopportare pazientemente le persone moleste;
7 pregare Dio per i vivi e per i morti.

I sette vizi capitali.
1 Superbia,
2 avarizia,
3 lussuria,
4 ira,
5 gola,
6 invidia,
7 accidia

I sei peccati contro lo Spirito Santo.
1 Disperazione della salute;
2 presunzione di salvarsi senza merito;
3 impugnare la verità conosciuta;
4 invidia della grazia altrui;
5 ostinazione nei peccati;
6 impenitenza finale.

I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.
1 Omicidio volontario;
2 peccato impuro contro natura;
3 oppressione dei poveri;
4 defraudare la mercede agli operai.

I quattro Novissimi.
1 Morte,
2 giudizio,
3 inferno,
4 paradiso.

....continua


sabato 15 ottobre 2011

Il vero Amore


Predica del 9 ottobre 2011 di padre Konrad il vero Amore

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
In una frase profetica, il grande filosofo, oratore romano, Cicerone dichiarò "due cose rivelano l'amante: che fa del bene all'amato e che sopporta la sofferenza di croce, e quest'ultima cosa è il segno più grande dell'amore".
Similmente san Pietro Crisologo, Vescovo e Dottore della Chiesa, dice che l'Amore di Dio per l'uomo non sarebbe stato soddisfatto se non avesse sofferto fino alla morte per lui. Riteneva che fosse troppo poco se non avesse mostrato il Suo amore verso di noi tramite la sofferenza, e san Gregorio Nazianzieno scrive: in nessun altro modo l'amore di Dio per noi poteva essere dichiarato.

Seguendo san Bernardo, san Bonaventura asserisce, nel suo trattato "la vita mistica", le parole seguenti: "Nella passione e nel rosso della Passione si rivela l'ardore della Carità grandissima ed impareggiabile - e continua - come rosa chiusa dal notturno gelo, quando il Sole Levante la riscalda, si apre tutta e dai petali aperti mostra, nella sua porpora, un ardore giocondo, così il delizioso Fiore del Cielo, l'ottimo Gesù, che nelle lunghe età da dopo il Peccato di Adamo era chiuso dal freddo notturno, e non somministrava ancora pienezza di grazia ai peccatori finalmente, avvicinandosi la pienezza dei tempi, acceso dai raggi dall'Amore ardententissimo, si aprì tutto in ogni parte del Suo Corpo e la Fiamma della Rosa d'Amore rifulse nel rosso vivo del Sangue".

Quando Nostro Signore Gesù Cristo + il cui Nome sia sempre Benedetto, ci chiede oggi di amarLo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente, ci chiede di amarLo fino alla sofferenza, il segno più grande dell'amore, di tenere i Suoi comandamenti fino al punto che ci fa soffrire lottando contro la nostra natura caduta, nei nostri desideri bassi e meschini, la nostra riluttanza di fare grandi sforzi compiendo i doveri nel nostro stato di vita, anche quando si sembrano insopportabili, facendo quel lavoro che è, nelle parole di santa Teresina ispirate dalla Sacra Scrittura, fra tutti il più penoso e che consiste in quello che si intraprende sopra se stessi per arrivare a vincersi, e infine, accettando ed offrendo a Dio, per l'intercessione della Madonna, senza lamentarsi, tutti gli sconforti, tutti i dolori e tutte le sofferenze che Dio, nei Suoi disegni e nel Suo amore insondabili per noi, si degna di mandarci per Amore di Lui, per glorificare il Suo Santo Nome e per la nostra eterna beatitudine.
Amen

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo.


domenica 9 ottobre 2011

Ave Maria nel Santo Rosario



Predica del 2 ottobre 2011 di padre Konrad sul Santo Rosario

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Nell'Enciclica Octobri Mense il Papa Leone XIII afferma che è stata la stessa Regina del Cielo ad annettere una grande efficacia alla Preghiera del Santo Rosario poichè è per ispirazione di Lei che il Rosario è stato istituito e propagato da san Domenico in tempi molto dolorosi per la Chiesa, non tanto dissimili da quelli attuali, quasi strumento di guerra, scrive il Papa, molto adatto a vincere i nemici della fede, nella forma degli eretici Albigesi, e così, continua il Papa, col favore della Vergine Gloriosa debellatrice di tutte le eresie hanno annullato e distrutto le forze degli empi e salvato la fede di tanti.
Un'altra vittoria del Santo Rosario che festeggiamo in questa prima Domenica di ottobre è quella di Lepanto che è successa in risposta alla recita del Santo Rosario da parte dei fedeli di tutta l'Europa e soprattutto di Roma, si racconta come prova dell'intercessione della Madonna, la Sua immagine miracolosamente formata nel fumo dei fucili proprio all'inizio della battaglia, determinante contro l'Islam.

Il Santo Rosario è dunque una preghiera molto potente che, possiamo dire inoltre, conserva la fede, mette il fedele sotto la protezione della Madonna e lo inizia alla meditazione del Volto adorabile di Cristo +.

Per capire meglio la preghiera centrale del Santo Rosario, l'Ave Maria, ci serve di riflettere sul suo significato teologico a cui voglio adesso brevemente accennare:
- Ave Maria gratia plena: la Madonna è piena di grazia di per se stessa e in rapporto agli uomini, è piena di grazia di per se stessa affinchè, come dice san Basilio, Ella potesse essere la degna Mediatrice tra Dio e gli uomini, altrimenti come avrebbe  potuto essere la scala del Paradiso, l'Avvocata del mondo e la vera Mediatrice degli uomini con Dio; è piena di grazia in rapporto agli uomini nel senso che ha ricevuto tutte le grazie necessarie per salvare tutti gli uomini dall'inizio dei tempi fino alla fine.
- Dominus tecum: questa frase non significa il Signore "sia" con te come il "Dominus vobiscum" della santa Messa, bensì il Signore "è" con te, ossia in virtù della Sua eminente santità, Lei che sola era immune al Peccato sia Originale, sia personale e il modello di ogni virtù.
- Benedicta tu in mulieribus: benedetta in ogni senso e in particolare quanto alla benedizione caratteristica delle donne, soprattutto nella mente del popolo Ebreo, che è la maternità; a causa del Frutto benedetto del Suo Seno che è il Santo stesso, nelle parole dell'Arcangelo Gabriele, o nelle parole di san Paolo: Dio sopra ogni cosa, benedetto.
Per questo ci rivolgiamo a Lei, di nuovo, col titolo "Sancta" Sancta Maria, e aggiungiamo il titolo che esprime la causa e il fondamento della Sua santità Madre di Dio, Mater Dei. Lei è Madre di Dio perchè è Madre di Gesù Cristo che è una Persona Divina, una Persona Divina con una natura Divina e una natura umana, Lei è la Sua Madre nel senso che ha dato a Lui tutto ciò che ogni madre da a suo figlio, ma ancora di più perchè tutta la natura umana del Signore viene dalla Sua Beatissima Madre e niente da un padre umano.
- ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae: prega per noi peccatori adesso, è quando questo adesso sarà l'ora della nostra morte, quando forse non saremo più coscienti e non potremo più rivolgere a Lei la nostra Preghiera, quando forse saremo soli, dimenticati, abbandonati, avremo solo Lei da pregare nella nostra misera anima come abbiamo chiesto con tanto desiderio per tutta la nostra vita, e quando forse questa Sua preghiera materna sarà l'elemento determinante che ci assicurerà il Cielo piuttosto dell'inferno.

Prega per noi peccatori, o Madre di Dio, così vicina a Lui che venite descritta come la Donna vestita di Sole, brillando sul mondo come una Stella, o come un cristallo soffuso e interamente illuminato dalla luce del Sole, e se fosse possibile aumentando anche la Sua ineffabile bellezza.
Radiante nel firmamento del Cielo, anzi "creando" un Cielo a parte e al di sopra di tutte le altre cose che siano create. Rifulge al di sopra di questo mondo caduto e dolorante dove gli uomini peccano e si rattristano nei loro peccati e sospirano nelle tenebre verso la Vostra luce che è la Luce di Dio.
Al di sopra di questo mondo, ma conoscendolo intimamente  e conoscendo intimamente ogni uomo, e amandolo con un Cuore Materno.
Prega per noi, o Madre di Dio! Siete la nostra tenerissima Madre dunque, affinchè noi che abbiamo contemplato con Voi il Volto adorabile del Vostro Figlio, nella Preghiera, possiamo alla fine dei nostri giorni elevarci tramite Voi al Cielo, per adorarLo con Voi e tutti gli Angeli e i Santi in gloria, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo.





sabato 1 ottobre 2011

Parabola del Buon Samaritano



Predica del 4 settembre 2011 di padre Konrad sul Buon Samaritano

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
San Luca è stato chiamato l'evangelista della Misericordia di Dio, in gran parte a causa delle Parabole che si trovano nel suo Vangelo come quella del Buon Samaritano e del Figliol Prodigo. Ora, quando leggiamo la Parabola del Buon Samaritano nella luce dei Padri della Chiesa, vediamo che questa Parabola parla della Misericordia di Dio nel contesto di tutta la storia della Salvezza, come adesso vedremo insieme.
Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico qui  Gerusalemme, che significa "visione di pace" rappresenta, secondo i Padri, il Paradiso terreno, il Giardino di Eden, e Gerico che significa "Luna" rappresenta il mondo in cui tutto è mutabile, è instabile come la Luna stessa, l'uomo rappresenta Adamo e la discesa da Gerusalemme a Gerico è la caduta di Adamo all'occasione del Peccato Originale, e incappò nei briganti che lo spogliano e lo feriscono e lo lasciano tramortito.
Questi briganti sono, nelle parole di sant'Ambrogio, gli "angeli della notte e delle tenebre" che dopo il Peccato Originale hanno spogliato Adamo dei doni sovrannaturali che aveva ricevuti da Dio e l'hanno lasciato nello stato della natura caduta, dove è difficile conoscere la verità, agire bene, compiere i nostri doveri, dove è facile essere attratti e sedotti dalle nostre emozioni.

Cosa succede adesso nella Parabola?
Un sacerdote lo vede e passa, un levita lo vede e passa. San Giovanni Crisostomo interpreta il sacerdote come il sacrificio dell'Antico Testamento, il levita come la Legge dell'Antico Testamento, ne l'uno ne l'altro poteva guarire l'uomo caduto e dunque, nella storia, tutti e due passano senza fermarsi.
Un samaritano che percorreva la medesima strada si avvicinò a lui e vedendolo provò una compassione per lui, questo samaritano è nessun altro che Cristo stesso, anch'Egli scende da Gerusalemme a Gerico, ossia, dal Paradiso a questo mondo e porta con se il rimedio di cui l'uomo caduto ha bisogno, che nessuno prima di Lui nell'Antico Testamento poteva dargli: avvicinandosi gli ha fasciato le ferite, cosparso olio e vino e mettendolo sul suo cavallo, lo condusse all'albergo ed ebbe cura di lui.
Questa frase ci parla del rimedio portato dal Signore: l'olio e il vino sono i Sacramenti, l'olio simbolizza il Battesimo, la Cresima, il Sacerdozio e l'Estrema Unzione, il vino simbolizza la Santa Eucaristia, il fasciare simbolizza i Comandamenti, il cavallo, secondo tutti i Padri, è la sacra umanità di Nostro Signore + mediante la quale siamo salvati.
Beda il Venerabile, commenta: "fu conveniente che egli lo pose sul suo cavallo e lo guidava così, poichè nessuno che non sia unito a Cristo tramite il Battesimo entrerà nella Chiesa".
L'albergo, dunque, simbolizza la Chiesa e san Giovanni Crisostomo spiega: "l'albergo è la Chiesa che accoglie i viaggiatori, che son stanchi del loro viaggio attraverso il mondo e oppressi dal peso dei loro peccati, dove il viaggiatore stanco viene sollevato quando depone il peso dei suoi peccati e viene ristorato con nutrimento salutare, e questo significano le parole "quando ebbe cura di lui" perchè tutto ciò che è fuori è conflittuale, dannoso e male mentre, dentro dell'albergo c'è tutta pace e salute".
Quanto ai due danari questi possono significare i Comandamenti della Carità verso Dio e verso il prossimo, o la promessa della vita presente e la vita futura, da altre interpretazioni.
In breve allora, Nostro Signore Gesù Cristo + ci descrive in questa Parabola tutta la storia della nostra Salvezza: Adamo ha peccato ed è caduto, e con lui tutta l'umanità, Iddio alla vista della sua miseria fu commosso dalla Misericordia, scende dal Cielo e assume la nostra umanità che diviene il mezzo della nostra salvezza, Ci dona i Comandamenti e i Sacramenti, Ci conduce nella Chiesa che ci darà il rifugio fin quando Egli tornerà. Tutta la Parabola parla della Misericordia di Dio e la nostra reazione dovrebbe essere quella della gratitudine verso Dio e il desiderio di amare Dio e il nostro prossimo come Dio ci ha amati.

Ma chi è il mio Prossimo? chiede lo scriba. La parabola ci insegna che il nostro Prossimo è colui che incontriamo sulla strada della nostra vita e che soffre.
Riflettiamo un attimo, ognuno di noi, c'è qualcuno a cui sono vicino che ho incontrato e che soffre, che ha bisogno di me, che ci ha chiesto soccorso che non abbiamo ancora dato, soccorso fisico, spirituale, consiglio, preghiera, o semplicemente tempo per ascoltare le sue sofferenze? Questa persona è il nostro Prossimo, non lo trascuriamo!
C'è un'altro livello ancor più profondo nella Parabola, perchè la persona sofferente è Cristo stesso. Stiamo quindi ben attenti ai nostri doveri perchè, come Nostro Signore ci dice nel Vangelo di san Matteo: "in quanto hai fatto questo buon atto ad uno dei più piccoli dei miei fratelli, lo hai fatto a me"

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti
Sia lodato Gesù Cristo +