QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE, ANTE OMNIA OPUS EST, UT TENEAT CATHOLICAM FIDEM

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martedì 1 novembre 2011

L'ATTO EROICO DI CARITA' IN SUFFRAGIO DELLE ANIME PURGANTI


ossia, offerta di tutte le opere satisfattorie e di tutti i suffragi a favore delle Anime Purganti.

Questo Atto eroico di carità a vantaggio delle Anime del Purgatorio consiste in una spontanea offerta, che fa il fedele a Sua Di­vina Maestà, di tutte le sue opere soddisfat­torie in vita, e di tutti i suffragi che può egli avere dopo morte, a vantaggio delle sante Ani­me del Purgatorio.

Fu questo Atto approvato dal sommo Pon­tefice Gregorio XV, quando, con sua Bolla Pa­storis Aeterni, approvò l'istituto del Consorzio dei Fratelli, fondato dal Ven. P. Domenico di Gesù Maria, Carmelitano Scalzo, in cui, tra gli altri pii esercizii a pro dei defunti, vi è quello di offrire e consacrare a loro suffragio la parte satisfattoria delle proprie opere. In séguito, questa pia pratica venne diffusa con ammira­bile successo dal Padre D. Giuseppe Gaspare Oliden Teatino, il quale suggerì inoltre di ri­mettere nelle mani della Santissima Vergine queste opere e suffragi, aflînchè ne sia la di­stributrice a favore di quelle sante Anime che Ella vuole più presto liberare dalle pene del Purgatorio. Con tale offerta per altro non si cede che il frutto speciale e personale di cia­scuno, talchè ai Sacerdoti non viene impedito di applicare la Santa Messa secondo la inten­zione di quelli che loro diedero l'elemosina; né ai fedeli vien tolta la libertà di potere offrire, quando vogliono, le loro opere buone al Si­gnore per qualche fine speciale; ad esempio, per impetrare grazie o rendere grazie per fa­vori ottenuti.

Questo Atto eroico di carità fu arricchito di molti favori, con Decreto del 23 agosto 1728, dal Sommo Pontefice Benedetto XIII, confer­mati poi da Papa Pio VII il 12 dicembre 1788; i quali favori furono quindi dal Sommo Pon­tefice Pio IX, con Decreto della Sacra Con­gregazione delle Indulgenze del 10 settembre 1852, specificati nel modo seguente:

I. I Sacerdoti che avranno fatto la detta offerta potranno godere, in tutti i giorni, l'in­dulto dell'Altare privilegiato personale.

II. Tutti i fedeli che avranno fatto la stessa offerta possono lucrare:

Indulgenza Plenaria applicabile solamente ai Defunti ìn qualunque giorno facciano la Santa Comunione, purchè visitino una Chiesa o pubblico Oratorio, ed ivi preghino per qual­che spazio di tempo secondo la intenzione del Sommo Pontefice.

III. Similmente potranno lucrare Indulgenza Plenaria tutti i lunedì dell'anno ascoltando la Santa Messa in suffragio delle Anime del Purgatorio, ed adempiendo le altre condizioni summenzionate.

IV. Tutte le Indulgenze che sono concesse o che si concederanno in appresso, le quali si lucrano dai fedeli che hanno fatto questa offerta, possono applicarsi alle Anime del Pur­gatorio.

Finalmente lo stesso Sommo Pontefice Pio IX, avendo in vista quei giovanetti che ancora
non si comunicano, e così pure gl'infermí, i cronici, i vecchi, i contadini, i carcerati ed altre persone che non possono comunicarsi, o non possono ascoltare la Santa Messa nel lu­nedì, concesse che sia valevole quella che ascol­teranno nella Domenica: e per quei fedeli che ancora non si comunicano, o sono impediti di potersi comunicare, ha rimesso all'arbitrio dei rispettivi Ordinarii di autorizzare i confessori per la commutazione delle opere.

Si avverte infine che, sebbene questo Atto eroico di carità venga indicato, in alcuni fo­glietti stampati, col nome di Voto eroico di ca­rità, e venga nei medesimi espressa anche una formula di tale offerta, pure non si intende questo voto fatto in modo che obblighi sotto peccato; come pure non è necessario di pro­nunziare l'indicata formula o un'altra qual­siasi, bastando l'obbligazione fatta col cuore per essere partecipi delle indicate Indulgenze e privilegi.

OFFERTA DI TUTTE LE BUONE OPERE in vantaggio delle Anime Purganti.


Per vostra maggior gloria, o mio Dio, Uno nell'essenza e Trino nelle Persone, e per imitare più dappresso il dolcissimo no­stro Redentore Gesù Cristo, come pure per mostrare la mia sincera servitù verso la Madre di misericordia Maria santissima, che è Madre anche delle povere Anime del Purgatorio, io propongo di cooperare alla ­redenzione e libertà di quelle Anime pri­gioniere, debitrici ancora verso la divina giustizia delle pene dovute ai loro peccati: e, nel modo che posso lecitamente (senza obbligarmi però sotto peccato alcuno), vi prometto di buon cuore e vi offro il mio spontaneo voto di volere liberare dal Pur­gatorio tutte le Anime che Maria santissima vuol liberare; e però nelle mani di questa Madre piissima pongo tutte le mie opere soddisfattorie, e quelle da altri a me appli­cate, si in vita come in morte, e dopo il mio passaggio all'eternità.
Vi prego, o mio Dio, a voler accettare e confermare questa mia offerta, siccome io ve la rinnovo e confermo ad onor vostro, e per la salute dell'anima mia.
Che se per avventura le mie opere sod­disfattorie non bastassero a pagare tutti i debiti di quelle Anime, cui la Vergine san­tissima vuol liberare, ed i miei proprii de­biti per le mie colpe, che odio e detesto di vero cuore, mi offro, o Signore, a pagarvi, se a Voi così piacerà, nelle pene del Pur­gatorio quello che manca, abbandonandomi del resto fra le braccia della vostra mise­ricordia, e tra quelle della dolcissima mia Madre Maria. Di questa mia offerta e pro­testa voglio testimonii tutti i Beati del Cielo, e la Chiesa tutta militante e la penante nel Purgatorio. Così sia.


ALTRA FORMULA PIÙ BREVE PER L'ATTO EROICO.

Io N. N., in unione ai meriti di Gesù e di Maria, depongo nelle mani di Maria santissima e vi offro, mio Dio, per le Ani­me del Purgatorio, la parte satisfattoria di tutte le buone opere che farò nel corso di mia vita, e che altri potrà applicare per me in vita e dopo morte. E ciò per vostra maggior gloria, per imitare l'esempio vo­stro, o Gesù mio, che tutto Voi deste per le anime; e per accrescere in Cielo il nu­mero dei vostri adoratori eterni e dei glo­rificatori della Madre vostra, che interce­dano per me.

VANTAGGI E PREGI DELL'ATTO EROICO.

Ah! come è vero, che la carità è la chiave, che apre a noi e agli altri la porta del Cielo! Questo voto è destinato, come dice il santo Padre Pio IX nel suo bellissimo Breve dato il 20 novembre 1854, a portare alle Anime purganti il maggior conforto, che mai si possa dar loro dagli uomini. Perchè mentre le altre devozioni, preghiere, sante Messe, elemosine, Indulgenze, ecc., sono per esse come goccie o ruscelletti di acqua fresca, che cadono di tempo in tempo sulle fiamme del Purgatorio, l'Atto eroico le riunisce tutte, scorrendo continua­mente, a guisa di un fonte perenne o di un gran fiume, nel Purgatorio, vita nostra du­rante ed anche dopo. L'Atto eroico non toglie che dobbiamo continuare a far per le Anime purganti tutti i suffragi, che possiamo; ma raddoppia il merito di essi, e raccoglie, come fa una diligente spigolatrice, anche tutte le spighe dei meriti, a cui spesso non si bada. Oh ! i bei manipoli, che si possono mandare in un giorno al Purgatorio, o, per meglio dire, al Paradiso, da chi, avendolo emesso, vive san­tamente occupato in tali suffragi!
Ma non basta; piove altresì sopra quelle Anime, assetate dal fuoco che le strugge, un'altra rugiada continua, e questa è il merito soddi­sfattorio di tutto il bene che voi farete, anche senza pensare in quel momento, ne rinnovar sempre l'intenzione, che ciò sia per le Anime purganti. Il vostro sudore nel lavorare nella vigna del Signore, nell'assistere malati, aiutare miserabili, ecc., ristora le povere Anime; le vostre elemosine ai poveri diminuiscono l'estre­ma loro penuria; i vostri dolori raddolciscono le loro pene; se voi soffrite con pazienza gli affronti, esse si sentono consolate; e le vostre penitenze le avvicinano alle gioie ed ai gaudii del Paradiso. Quanto prezioso è dunque questo voto, ossia Atto eroico! Già l'ho detto, chi ha fatto questo voto acquista: I.° ad ogni Comunione, II.° ogni lunedì, nell'a­scoltare la Santa Messa, una Indulgenza Ple­naria per i Defunti. In tal modo, senza addos­sarci molti obblighi particolari, possiamo donare ad essi cento volte più di prima che avessimo fatto un tale atto. Procuriamo dunque di star­cene in grazia di Dio, e di far costantemente delle buone opere.
Inoltre le nostre preghiere per tale via pas­sano per le mani di Maria santissima. E per le mani benedette di Maria Vergine i suffragi vanno molto più sicuri, e allo stesso tempo aumentano di valore; perchè la Madonna san­tissima unisce i suoi sommi meriti ai nostri sforzi meschini. Di più, noi siamo soggetti a dimenticarci di certe Anime e di altre non sappiamo i bisogni. Dopo questa offerta però, colla quale facciamo la Madonna, nostra am­ministratrice, Essa farà tutte le cose per noi nel miglior modo possibile; non si dimenti­cherà di nessuno, adempiendo Essa tutti i no­stri doveri verso le Anime sante del Purgatorio.
Per tale maniera l'Atto eroico rende le In­dulgenze tutte applicabili ai Defunti, e ci leva il peso di dover sempre rinnovare l'intenzione d'acquistare Indulgenze per le Anime purganti. Chi vive cristianamente può guadagnare senza paragone maggiori Indulgenze di quelle onde abbisogni per se. Ora questo voto fa si che nessuna Indulgenza vada perduta, perchè tutte vengono applicate, e fruttano alle povere Ani­me del Purgatorio. Quanti vantaggi!

Anche a noi stessi quest'Atto procura stra­ordinarii vantaggi. Difatti: Io ogni volta che facciamo un'opera buona, rinunziamo, è vero, al merito soddisfattorio, ma nelle stesso tempo aggiungiamo all'opera un nuovo grado di vir­tù, coll'Atto di carità che si fa alle Anime pur­ganti; e così noi stessi guadagnamo un merito reale che non può esserci tolto.
Siccome poi il cedere la soddisfazione per le pene del Purgatorio è un bene temporale, ed il merito che perciò si acquista verso Iddio, rende degni d'un nuovo grado di ricompensa eterna, così con tale cessione d'un minor bene acquistiamo un bene maggiore, cioè, per un bene limitato un bene infinito. Che cambio vantaggioso!
In secondo luogo l'Atto eroico, nella sua es­senza, è una nuova forma del consiglio evan­gelico della povertà volontaria, ma in grado più sublime. Gesù aveva detto: “Se vuoi es­sere perfetto va, vendi tutto quello, che hai, dàllo ai poveri e poi vieni a seguirmi”. Ora così fanno tutti quelli che emettono questo Atto eroico, in attesa di questi beni spirituali, che dalle anime pie sono stimati mille volte più pregevoli dei beni temporali.
Terzo vantaggio: la carità è il vincolo della perfezione: ora l'anima di questo Atto è ap­punto la carità. Dunque questa espropriazione ci farà necessariamente progredire nella perfe­zione cristiana. La frequente memoria delle Anime del Purgatorio ci darà il santo timore del peccato, ci distaccherà dal mondo, ci spro­nerà alle buone opere, e ci accenderà nel cuore l'amore di Dio, e il dolore di averlo offeso. Ci guarderemo maggiormente dai peccati veniali, pensando che quelle Anime soffrono tanto an­che per piccoli peccati ed imperfezioni. Ri­nunzieremo ancora più facilmente a tutti gli attacchi disordinati dei beni di questa terra, al desiderio di piacere alle genti, di essere amati, se mireremo spesso coll'occhio dell'ani­ma laggiù nelle caverne sotterranee il fuoco del Purgatorio; ed in esso tanti ricchi e dotti del mondo nella più squallida miseria; tanti eleganti, abbandonati in preda ai loro dolori; e pensando che ben presto saremo noi stessi fra quegli strazii e tormenti, cercheremo di ren­derli minori e più brevi, coll'esercizio della arità verso i Defunti, e delle altre cristiane virtù.
Per le Anime del Purgatorio è passato il tempo dei meriti!... pagano a contanti, e senza meritare nulla colla loro pazienza e col loro amore di Dio, che è pure ardentissimo. Que­sta considerazione ci animi a profittare del tempo incerto di questa vita, per fare buone opere, per liberare quelle Anime dai tormenti, e per radunare a noi stessi dei meriti, prima che ci colga la notte, secondo le parole di Gesù Cristo: “Camminate, finchè avete la luce, prima che vi colgano le tenebre, in cui non potrete più operare!”
Riflettete, inoltre, che se un tale spropria­mento fa progredire nella perfezione, ci ap­porta però insieme grazie speciali, perchè noi con questo Atto rendiamo a Dio uno speciale onore, soddisfacendo alla sua giustizia per le Anime Purganti, che così volano più presto ad aumentare il numero dei beati cittadini del Cielo. Di più mostriamo l'illimitata nostra fidu­cia in Dio, imperocchè ci gettiamo ciecamente nelle braccia della sua misericordia; atto, che il Cuor di Gesù non ti lascierà mai senza gran premio.
Anche a Maria santissima si rende con ciò un omaggio, come a Regina e Madre delle Ani­me del Purgatorio, ed Essa ben se ne ricor­derà quando saremo entrati in quel luogo di pene a scontare le nostre colpe.
Quale poi sia la ricompensa delle Anime del Purgatorio, ce lo dice santa Brigida la quale udì un giorno la voce di molte Anime Pur­ganti che gridavano: “O Dio! ricompensa co­loro che ci porgono aiuto nelle nostre pene”. - E alla fine udì una voce più forte che gri­dava: “O Signore Iddio, concedi il centuplo colla tua incomparabile onnipotenza a tutti quelli che colle loro buone opere sollecitano il momento in cui potremo vedere la tua fac­cia”. Difatti molti Santi e pie persone assi­curano d'aver ottenuto molte grazie mediante l'intercessione delle Anime penanti; perchè, sebbene non possano ottener nulla per loro, però alcuni santi Padri (e lo stesso dice santa Brigida), opinano che per gli altri possano pre­gare, perchè sono anime in grazia e amiche di Dio.
Ah sì! sono esse quelle amiche fedeli delle quali dice lo Spirito Santo: “Nessuna cosa è da paragonarsi all'amico fedele, e non è degna una massa d'oro e d'argento di essere messa in bilancia colla bontà della fede di lui. L'a­mico fedele è balsamo di vita e d'immortalità, e quelli che temono il Signore lo troveranno”.
Dunque stiamo di buon animo, nè temiamo punto, che per questo Voto, ossia Atto, ci convenga poi di stare più lungo tempo nel Purgatorio. Che se anche fosse così, il Padre Montfort, gran promotore di questa devozione, ci dice: «Mille Purgatorii sono una cosa da non valutarsi, in paragone di un solo grado di maggior gloria, che si ottenga con questo Atto». Il fuoco del Purgatorio finisce presto, ma il grado maggiore di gloria acquistato non finirà in eterno.

sabato 29 ottobre 2011

Pacificus Vocabitur et thronus eius erit firmissimus in perpetuum


Sarà chiamato Re pacifico e il suo trono sarà stabile in eterno.

30 ottobre 2011, Solennità di Cristo Re.

...questa sua regalità non si manifesta mai più chiaramente che nell'ora della sua passione e della sua morte, quando i soldati, intrecciata una corona di spine glie la posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quando gli venivano davanti e gli dicevano:" Salve, re dei giudei" e gli davano schiaffi. E quando sotto l'iscrizione: Gesù nazareno, il Re dei Giudei, portando la stessa corona e vestito allora della porpora regale della su carne lacerata muore per amore di noi sul legno duro della croce. E da questa croce, da questo trono infinitamente più bello e più glorioso di tutti i troni di tutti i ree tutti gli imperatori di questa terra ci chiama ad avvicinarci a Lui ed ad abbassarci davanti all sua maestà divina e ad offrirgli la nostra vita intera, fino al'ultima goccia del nostro essere; a vivere, a soffrire ed a morire con Lui in terra, per regnare con lui e la Madonna Santa per sempre in cielo. Amen.

Padre Konrad. 31.10.2010. 






venerdì 28 ottobre 2011

Per non dimenticare la nostra Dottrina (3)


Morale cristiana


 (dal Catechismo san Pio X)


72. Che cosa sono i comandamenti di Dio?
I comandamenti di Dio o Decàlogo sono le leggi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede a Mosè sul Monte Sinai, e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo.

73. Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio?
Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio, perché sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione.

74. Chi trasgredisce i comandamenti di Dio pecca gravemente?
Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente contro Dio, e perciò merita l'inferno.

75. Che cos'è il peccato?
Il peccato è un offesa fatta a Dio, disobbedendo alla sua legge.

76. Di quante specie è il peccato?
Il peccato è di due specie: originale e attuale.

77. Qual'è il peccato originale?
Il peccato originale è il peccato che l'umanità commise in Adamo suo capo, e che da Adamo ogni uomo contrae per natural discendenza.

78. Tra i figli di Adamo fu preservato mai nessuno dal peccato originale?
Tra i figli di Adamo fu preservata dal peccato originale solo Maria santissima.

79. Come si cancella il peccato originale?
Il peccato originale si cancella col santo Battesimo.

80. Qual'è il peccato attuale?
Il peccato attuale è quello che si commette volontariamente da chi ha l'uso di ragione.

81. In quanti modi si commette il peccato attuale?
Il peccato attuale si commette in quattro modi, cioè in pensieri, in parole, in opere ed in omissioni.

82. Di quante specie è il peccato attuale?
Il peccato attuale è di due specie: mortale e veniale.

83. Che cos'è il peccato mortale?
Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa grave, fatta con piena avvertenza e deliberato consenso.

84. Che cos'è il peccato veniale?
Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa leggera, o in cosa grave, ma senza tutta l'avvertenza e il consenso.

85. Che ci ordina il primo comandamento Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me?
Il primo comandamento Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio e di amarlo, adorarlo e servirlo.

86. Che ci proibisce il primo comandamento?
Il primo comandamento ci proibisce l'empietà, la superstizione, l'irreligiosità, l'eresia e l'ignoranza delle verità della Fede.

87. Che ci proibisce il secondo comandamento non nominare il nome di Dio invano?
Il secondo comandamento non nominare il nome di Dio invano ci proibisce di nominarlo senza rispetto, di bestemmiare, di far giuramenti falsi o illeciti.

88. Che ci ordina il secondo comandamento?
Il secondo comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome santo di Dio, e di adempiere i voti e le promesse giurate.

89. Che ci ordina il terzo comandamento ricòrdati di santificare le feste?
Il terzo comandamento ricòrdati di santificare le feste ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l'essenziale è la santa Messa.

90. Che ci proibisce il terzo comandamento?
Il terzo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili.

91. Quali opere si dicon servili?
Si dicon opere servili i lavori manuali propri degli artigiani e degli operai.

92. Che cosa ci ordina il quarto comandamento onora il padre e la madre?
Il quarto comandamento onora il padre e la madre ci ordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e i nostri superiori in autorità.

93. Che ci proibisce il quarto comandamento?
Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli.

94. Che ci proibisce il quinto comandamento non ammazzare?
Il quinto comandamento non ammazzare ci proibisce l'omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.

95. Che ci ordina il quinto comandamento?
Il quinto comandamento ci ordina di voler bene a tutti, anche ai nemici, e di riparare il male corporale e spirituale fatto al prossimo.

96. Che ci proibisce il sesto comandamento non commettere atti impuri?
Il sesto comandamento non commettere atti impuri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.

97. Che ci ordina il sesto comandamento?
Il sesto comandamento ci ordina di essere " santi nel corpo ", portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona come opera di Dio e tempî dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

98. Che ci proibisce il settimo comandamento non rubare?
Il settimo comandamento non rubare ci proibisce di danneggiare il prossimo nella roba.

99. Che ci ordina il settimo comandamento?
Il settimo comandamento ci ordina di restituire la roba degli altri, di riparare i danni colpevolmente arrecati, di pagare i debiti e la giusta mercede agli operai.

100. Che ci proibisce l'ottavo comandamento non dir falsa testimonianza?
L'ottavo comandamento non dir falsa testimonianza ci proibisce ogni falsità e il danno ingiusto dell'altrui fama.

101. Che ci ordina l'ottavo comandamento?
L'ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, e d'interpretare in bene, possibilmente, le azioni del prossimo.

102. Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone a che cosa è obbligato?
Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone deve riparare, per quanto può, il danno arrecato.

103. Che ci proibisce il nono comandamento non desiderare la donna d'altri?
Il nono comandamento non desiderare la donna d'altri ci proibisce i pensieri e desiderii cattivi.

104. Che ci ordina il nono comandamento?
Il nono comandamento ci ordina la perfetta purezza dell'anima.

105. Che ci proibisce il decimo comandamento non desiderare la roba d'altri?
Il decimo comandamento non desiderare la roba d'altri ci proibisce l'avidità sfrenata delle ricchezze.

106. Che ci ordina il decimo comandamento?
Il decimo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie.

107. Quali sono le virtù proprie del cristiano?
Le virtù proprie del cristiano sono le virtù soprannaturali e specialmente la fede, la speranza e la carità, che si chiamano teologali o divine.

108. Che cos'è la fede?
La fede è quella virtù soprannaturale per cui crediamo, sull'autorità di Dio, ciò che Egli ha rilevato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa.

109. Che cos'è la speranza?
La speranza è quella virtù soprannaturale per cui confidiamo in Dio, e da Lui aspettiamo la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla quaggiù con le buone opere.

110. Che cos'è la carità?
La carità è quella virtù soprannaturale per cui amiamo Dio per se stesso sopra ogni cosa, e il prossimo come noi medesimi per amor di Dio.

111. Quali sono le principali virtù morali?
Le principali virtù morali sono: la religione che ci fa rendere a Dio il culto dovuto, e le quattro virtù CARDINALI, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, che ci fanno onesti nel vivere.

....continua

lunedì 24 ottobre 2011

Per non dimenticare la nostra Dottrina (2)


Verità principali della fede



 (dal Catechismo san Pio X)

1. Chi ci ha creato?
Ci ha creato Dio.

2. Chi è Dio?
Dio è l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra.

3. Che significa perfettissimo?
Perfettissimo significa che in Dio è ogni perfezione, senza difetto e senza limiti, ossia che Egli è potenza, sapienza e bontà infinita.

4. Che significa Creatore?
Creatore significa che Dio ha fatto dal nulla tutte le cose.

5. Che significa Signore?
Signore significa che Dio è padrone assoluto di tutte le cose.

6. Dio ha corpo come noi?
Dio non ha corpo, ma è purissimo spirito.

7. Dov'è Dio?
Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli è l'Immenso.

8. Dio è sempre stato?
Dio è sempre stato e sempre sarà: Egli è l'Eterno.

9. Dio sa tutto?
Dio sa tutto, anche i nostri pensieri: Egli è l'Onnisciente.

10. Dio può far tutto?
Dio può far tutto ciò che vuole: Egli è l'Onnipotente.

11. Dio può fare anche il male?
Dio non può fare il male, perché non può volerlo, essendo bontà infinita.

12. Dio ha cura delle cose create?
Dio ha cura e provvidenza delle cose create, e le conserva e dirige tutte al proprio fine, con sapienza, bontà e giustizia infinita.

13. Per qual fine Dio ci ha creati?
Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra in paradiso.

14. Che cos'è il paradiso?
Il paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male.

15. Chi merita il paradiso?
Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente Dio, e muore nella sua grazia.

16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?
I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, meritano l'inferno.

17. Che cos'è l'inferno?
L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male, senza alcun bene.

18. Che cos'è il purgatorio?
Il purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio, e di altre pene che tolgono dall'anima ogni resto di peccato.

19. Perché Dio premia i buoni e castiga i cattivi?
Dio premia i buoni e castiga i cattivi, perché è la giustizia infinita.

20. Dio è uno solo?
Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte, che sono la santissima Trinità.

21. Come si chiamano le tre Persone della santissima Trinità?
Le tre persone della santissima Trinità si chiamano Padre, Figliuolo e Spirito Santo.

22. Qual è la prima persona della santissima Trinità?
La prima persona della santissima Trinità è il Padre.

23. Qual è la seconda Persona della santissima Trinità?
La seconda Persona della santissima Trinità è il Figliuolo.

24. Qual e' la terza Persona della santissima Trinità?
La terza Persona della santissima Trinità è lo Spirito Santo.

25. Ogni Persona della santissima Trinità è Dio?
Si, ogni Persona della santissima Trinità è Dio.

26. Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo alcuna?
Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè Il Figliuolo.

27. Come si chiama il Figliuolo di Dio fatto uomo?
Il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.

28. Chi è Gesù Cristo?
Gesù Cristo è la seconda Persona della santissima Trinità, cioè il Figliuolo di Dio fatto uomo.

29. Gesù Cristo è Dio e uomo?
Si, Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo.

30. Perché il Figliuolo di Dio si fece uomo?
Il Figliuolo di Dio si fece uomo per salvarci, cioè per redimerci dal peccato e riacquistarci il paradiso.

31. Che fece Gesù Cristo per salvarci?
Gesù Cristo per salvarci soddisfece per i nostri peccati patendo e sacrificando se stesso sulla Croce, e c'insegnò a vivere secondo Dio.

32. Per vivere secondo Dio, che cosa dobbiamo fare?
Per vivere secondo Dio, dobbiamo CREDERE LE VERITÀ RIVELATE da Lui e OSSERVARE I SUOI COMANDAMENTI, con l'aiuto della sua GRAZIA, che si ottiene mediante i SACRAMENTI e l'ORAZIONE.

33. Quali sono le verità rivelate da Dio?
Le verità rivelate da Dio sono principalmente quelle compendiate nel Credo o Simbolo Apostolico.

34. Che cos'è' il Credo o Simbolo apostolico?
Il Credo o Simbolo apostolico è una professione dei misteri principali e di altre verità rivelate da Dio e insegnate dalla Chiesa.

35. Che cos'è la Chiesa?
La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e dottrina di Gesù Cristo, partecipano a' suoi sacramenti e ubbidiscono ai Pastori stabiliti da Lui.

36. Da chi fu fondata la Chiesa?
La Chiesa fu fondata da Gesù Cristo.

37. Qual e' la Chiesa di Gesù Cristo?
La Chiesa di Gesù Cristo è la Chiesa Cattolica-Romana, perché essa sola è una, santa, cattolica e apostolica, quale Egli la volle.

38. Chi sono i legittimi Pastori della Chiesa?
I legittimi Pastori della Chiesa sono il Papa o Sommo Pontefice e i Vescovi uniti con lui.

39. Chi è il Papa?
Il Papa è il successore di san Pietro, quindi il capo visibile di tutta la Chiesa, Vicario di Gesù Cristo, capo invisibile.

40. Il Papa e i Vescovi uniti con lui che cosa costituiscono?
Il Papa e i Vescovi uniti con lui costituiscono la Chiesa docente, chiamata così perché ha la missione d'insegnare le verità e le leggi divine.

41. La Chiesa docente può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
La Chiesa docente non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio; essa è infallibile, perché lo Spirito di verità l'assiste continuamente.

42. Il Papa, da solo, può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
Il Papa da solo, non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la Chiesa.

43. Quali sono i misteri principali della Fede professati nel Credo?
I misteri principali della Fede professati nel Credo sono due: l'Unità e Trinità di Dio; l'Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.

44. I due misteri principali della Fede li professiamo ed esprimiamo anche in altra maniera?
Professiamo ed esprimiamo i due misteri principali della Fede anche col segno della Croce.

45. Come si fa il segno della Croce?
Il segno della Croce si fa portando la mano destra alla fronte, e dicendo: In nome del Padre; poi al petto dicendo: e del figliuolo; quindi alla spalla sinistra e alla destra dicendo: e dello Spirito Santo; e si termina con le parole Così sia.

46. Nel segno della Croce, come esprimiamo noi i due misteri principali della Fede?
Nel segno della Croce, con le parole esprimiamo l'Unità e Trinità di Dio, e con la figura della Croce, la Passione e la Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.

47. Dio creò soltanto ciò che è materiale nel mondo?
Dio non creò soltanto ciò che è materiale nel mondo, ma anche i puri spiriti e crea l'anima di ogni uomo.

48. Chi sono i puri spiriti?
I puri spiriti sono esseri intelligenti senza corpo.

49. Chi sono gli Angeli?
Gli Angeli sono i ministri invisibili di Dio, ed anche nostri Custodi, avendo Dio affidato ciascun uomo ad uno di essi.

50. I demòni chi sono?
I demòni sono angeli ribellatisi a Dio per superbia e precipitati nell'inferno, i quali, per odio contro Dio, tentano l'uomo al male.

51. Chi è l'uomo?
L'uomo è un essere ragionevole, composto d'anima e di corpo.

52. Che cos'è l'anima?
L'anima è la parte spirituale dell'uomo per cui egli vive, intende ed è libero.

53. L'anima dell'uomo muore col corpo?
L'anima dell'uomo non muore col corpo ma vive in eterno essendo spirituale.

54. Qual cura dobbiamo avere dell'anima?
Dell'anima dobbiamo avere la massima cura, perché solo salvando l'anima saremo eternamente felici.

55. In che modo il Figliuolo di Dio si è fatto uomo?
Il Figliuolo di Dio si è fatto uomo, prendendo un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo.

56. Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, cessò di esser Dio?
Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, non cessò di esser Dio, ma restando vero Dio, cominciò ad essere anche vero uomo.

57. Da chi nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque da Maria sempre Vergine, la quale perciò si chiama ed è vera Madre di Dio.

58. San Giuseppe non fu padre di Gesù Cristo?
San Giuseppe non fu il padre vero di Gesù Cristo, ma padre putativo, come custode di Lui.

59. Dove nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque a Betlemme, in una stalla, e fu posto in una mangiatoia.

60. Perché Gesù Cristo volle esser povero?
Gesù Cristo volle esser povero per insegnarci ad esser umili e a non riporre la felicità nelle ricchezze, negli onori e nei piaceri del mondo.

61. Gesù Cristo morì come Dio o come uomo?
Gesù Cristo morì come uomo perché come Dio non poteva né patire né morire.

62. Dopo la morte che fu di Gesù Cristo?
Dopo la morte, Gesù Cristo discese con l'anima al Limbo; poi risuscitò, ripigliando il suo corpo che era stato sepolto.

63. Che fece Gesù Cristo dopo la sua risurrezione?
Gesù Cristo dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni, poi salì al cielo, dove siede alla destra di Dio Padre onnipotente.

64. Ora Gesù Cristo è solamente in cielo?
Ora Gesù Cristo non è solamente in cielo, ma come Dio è in ogni luogo, e come Dio e uomo è in cielo e nel santissimo sacramento dell'altare.

65. Gesù Cristo tornerà mai più visibilmente su questa terra?
Gesù Cristo tornerà visibilmente su questa terra alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti, ossia tutti gli uomini, buoni e cattivi.

66. Gesù Cristo per giudicarci aspetterà sino alla fine del mondo?
Gesù Cristo per giudicarci non aspetterà sino alla fine del mondo, ma giudicherà ciascuno subito dopo la morte.

67. Di che cosa ci giudicherà Gesù Cristo?
Gesù Cristo ci giudicherà del bene e del male operato in vita, anche dei pensieri e delle omissioni.

68. Che cosa ci attende alla fine di questa vita?
Alla fine di questa vita ci attendono i dolori e lo sfacelo della morte e il giudizio particolare.

69. Che cosa ci attende alla fine del mondo?
Alla fine del mondo ci attende la risurrezione della carne e il giudizio universale.

70. Che significa risurrezione della carne?
Risurrezione della carne significa che il nostro corpo, per virtù di Dio, si ricomporrà e si riunirà all 'anima per partecipare, nella vita eterna, al premio o al castigo.

71. Che significa vita eterna?
Vita eterna significa che il premio, come la pena, durerà in eterno, e che la vista di Dio sarà la vera vita e felicità dell'anima.

.... continua...