QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE, ANTE OMNIA OPUS EST, UT TENEAT CATHOLICAM FIDEM

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domenica 27 novembre 2011

Prima Domenica di Avvento 2011

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Predica del 27 Novembre 2011 di padre Konrad Prima Domenica di Avvento

(Predica trascritta dall'audio, quasi in tempo reale, e non rivista da padre Konrad, ma ve la offriamo ugualmente per cominciare bene questo Tempo di Conversione)

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Carissimi fedeli, oggi comincia l'Anno Liturgico della Chiesa e, allo stesso tempo, il Santo Tempo dell'Avvento in cui ci ricordiamo della venuta del Signore a Natale, preparandoci per essa, con una preparazione interna delle nostre anime. Più seria sarà la nostra preparazione in Avvento, più grande sarà il frutto spirituale per noi a Natale.
Di fatti, ogni Festa della Santa Chiesa può portarci un frutto spirituale, ogni anno che assistiamo alla celebrazione della Festa di Natale, possiamo ricevere di nuovo un frutto spirituale dal Bambino Gesù +. Prepariamoci, dunque, bene per questa Festa almeno questo anno.
Come ci possiamo preparare?
Innanzi tutto la preparazione si deve adeguare alla Festa, mentre in Quaresima ci mortifichiamo in unione alla sofferenza di Nostro Signore per godere poi della Sua Vita gloriosa a Pasqua, in Avvento ci discipliniamo piuttosto in una specie di attesa allegra del Bambino Divino. Non cerchiamo grandi piaceri in questo Tempo anticipando le gioie di Natale, ma aspettiamo la Festa natalizia per prendere in essa la nostra gioia.
Vediamo dunque che una certa disciplina, uno spirito di moderazione in tutte le cose ci conviene a questo Tempo. Inoltre come in vista di ogni grande Festa della Chiesa, la purificazione dell'anima è richiesta. Se noi viviamo nel peccato mortale, adesso è il tempo per convertirci e fare penitenza, docili agli ammonimenti di san Giovanni Battista, lo stesso vale per il peccato veniale e altrettanto per le nostre imperfezioni.
Perché perseveriamo nel peccato e nelle imperfezioni quando sappiamo che a Dio non piace? San Paolo ci dice oggi: la notte è trascorsa, il giorno è vicino, rigettiamo dunque le opere delle tenebre e vestiamoci delle armi della luce, non viviamo dei piaceri eccessivi e dei sensi, nell'immodestia, nei conflitti con altri, ma vestiamoci nel Signore Gesù Cristo +.
Noi abbiamo la Fede, se siamo nel peccato e non sentiamo la forza, né il coraggio, né la voglia di combatterlo, preghiamo il Signore che ci darà la forza, l'ora è venuta, adesso, per svegliarci dal sonno - dice san Paolo - e per essere concreti ci chiediamo cosa è il nostro peccato o vizio dominante, riflettiamo, e quando ce ne siamo accorti tiriamone le conseguenze e combattiamolo.
In una parola, il nostro compito nell'Avvento è quello della conversione, di preparare il nostro cuore alla Sua venuta, come un Presepio degno dell'Altissimo, meditiamo spesso sulla Sua venuta imminente leggendo l'inizio del Vangelo di san Luca, e visitandoLo nel Tabernacolo.
Dom Guéranger scrive: Durante il Tempo di Avvento Nostro Signore bussa alla porta dei cuori degli uomini, talvolta forte, talvolta piano. Lui viene per chiedere se hanno un posto per Lui, perché vuole essere nato nella loro casa. La casa è comunque la Sua, perché Lui l'ha costruita e la conserva, ma si lamenta che i suoi hanno rifiutato di riceverLo, almeno la maggior parte. Preparatevi dunque a vederLo nato dentro di voi, più bello, più radiante, più potente che l'avete mai conosciuto.

Questo, dunque, il nostro compito in Avvento che proviamo a fare con tutto il cuore, con l'intercessione della Santissima Madre di Dio, come anticipo del nostro incontro definitivo con il Signore in Cielo. 
Amen

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +

giovedì 24 novembre 2011

Il Supremo Giudizio





(Predica riportata dall'audio e non rivista da Padre Konrad)


Predica del 20 Novembre 2011 di padre Konrad Il Supremo Giudizio

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.
"Tutte le genti della terra vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del Cielo, con grande potenza e gloria, e manderà i suoi Angeli con la tromba e con gran voce, per radunare i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità all'altra dei cieli", così il Nostro Signore Gesù Cristo + ci parla oggi, del supremo Giudizio, un dogma di fede espresso nel Credo con le parole: "di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti".

Sappiate, carissimi fedeli, in primo luogo che c'è un duplice giudizio: uno particolare ed uno in generale.
Il Giudizio particolare avviene subito, dopo la nostra morte, quando ognuno di noi si farà, nelle parole del Catechismo di Trento, giustissimo esame davanti a Dio di quanto ha operato, detto e pensato.
Il Giudizio generale, o supremo, avviene alla fine del mondo davanti a tutte le persone che hanno mai vissuto e vivranno su questa terra.
Dopo il Giudizio particolare, l'anima sarà consegnata o al Paradiso, o all'Inferno, o al Purgatorio; dopo il Giudizio generale l'anima ad essa riunita al corpo procederà al Paradiso o all'Inferno, poiché il Purgatorio non durerà che fino al Giudizio generale.

Il duplice Giudizio corrisponde al duplice carattere dell'uomo che è allo stesso tempo individuo e membro della società umana, nel Giudizio particolare sarà giudicato come individuo, nel Giudizio generale sarà giudicato come membro della società.

Carissimi fedeli, questa è la realtà per cui, tutta la nostra vita, deve essere una preparazione, facciamo dunque un buon esame di coscienza ogni sera, confessiamoci bene prima di Natale, assistiamo sempre alla Santa Messa domenicale, evitando ogni cattiveria in azione e in parole, ogni fornicazione, ogni egoismo, conducendo una vita santa e buona onde possiamo, di nuovo con le parole del Catechismo di Trento, con maggior sicurezza d'animo aspettare il gran giorno del Signore, anzi, desiderarLo con sommo ardore come si conviene ai Figli di Dio quando, dopo le lotte di questa vita di angosce, il giusto sarà dichiarato vincitore davanti a tutti gli uomini, e entrato nella Patria Celeste vi riceverà onori Divini ed eterni.
Amen.

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +


venerdì 18 novembre 2011

Ancora Festa di Cristo Re

Come sappiamo il Calendario Liturgico si conclude, ogni anno, con la Festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo.... nella Santa Messa di sempre questa Solennità si celebra qualche domenica prima, mentre oggi, la maggior parte della Chiesa la celebra qualche domenica dopo....
Senza polemizzare noi invece ne vogliamo approfittare per ricordare nuovamente la regalità di Cristo Re e vi offriamo l'Omelia di Padre Konrad di quest'anno liturgico conclusivo...




Predica del 30 ottobre 2011 di padre Konrad  
Festa di Cristo Re dell'Universo

(Predica tratta dall'audio e non rivista ed eventualmente corretta da Padre Konrad )
In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Talvolta qualcuno chiamerà la Chiesa "trionfalista" come se fosse una società mediocre, puramente umana, centrata sul mero uomo, una società che non abbia niente su cui gloriarsi, come se dovesse prendere un posto modesto vicino alle altre religioni e, modestamente, tacere.
La realtà carissimi fedeli, però, è ben diversa: la Chiesa è una società perfetta animata dallo stesso Spirito Santo, santificante, infallibile, tutta pura, l'immacolata Sposa di Cristo. Le altre religioni sono tutte false, i loro seguaci devono convertirsi, devono essere evangelizzati, catechizzati, battezzati e santificati, sottomessi al dominio di Cristo Re, Re di tutti gli uomini, non c'è un altra via di salvezza perché Cristo è Dio, l'unico Dio, "uno simile a Figlio d'uomo - dice san Giovanni - con occhi fiammeggianti come fuoco, la voce simile al fragore di grandi acque, che nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio, il Suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza e mi disse: - Io sono l'Alfa e l'Omega, il Vivente, Io ero morto ma ora vivo per sempre ed ho potere sopra la morte e sopra gli inferi".

Dunque, il Nostro Signore Gesù Cristo + che è già Re dell'Universo, Pantocrator, sia da Dio sia da Uomo in virtù dell'unione ipostatica fra la Sua divinità e la Sua umanità, è anche Re di tutti gli uomini in virtù della Sua Passione e Morte in Croce.
La Santa Chiesa Cattolica non si vergogna di Lui, dunque, che altrimenti si vergognerà di Lei davanti al Suo Padre e ai Suoi Angeli, bensì esulta soprattutto oggi nella Festa di Cristo Re, quando ricorda il Suo trionfo su Satana, sul peccato e sulla morte, esulta per Lui ed anche per se stessa, perché sa con certezza assoluta che seguendo il suo Re sul campo di battaglia di questo mondo, trionferà anche Lei.
Quaggiù facciamo parte della Chiesa Militante, militante contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti, e ci gloriamo di combattere sotto i vessilli di Cristo Re (nelle parole dell'ultima preghiera di questa Santa Messa), per poter regnare con Lui dopo come Chiesa Trionfante in Cielo, per sempre.
La parola "trionfalista" come la parola "tradizionalista" sono parole moderne invitate da persone moderne per presentare come falso e male ciò che è vero e bene.
La Chiesa ha sempre visto la nostra vita terrena come una lotta dura contro i nemici della nostra salvezza, cioè, il mondo, la carne, il diavolo.
Il mondo, tutto ciò che ci circonda che sia male, le cattive compagnie, le pubblicità (persino su questa chiesa), i fiori del male sparsi attraverso i tratti interminabili del computer, la carne, tutti i desideri, gli istinti, le emozioni che lottano contro la ragione, e il diavolo, lui che aumenta i nostri disagi in tutto, obnubilando la nostra fede e la nostra fiducia in Dio insinuando pensieri cattivi, negativi, meschini nella mente, ingannandoci e seducendoci.

Contro questi nemici noi lottiamo in collaborazione con Nostro Signore Gesù Cristo + una collaborazione che culminerà nella Sua gloriosa vittoria sul mondo.
Questa è la visione della Chiesa, la visione tradizionale che, come tutto ciò che è tradizionale nella Chiesa è da accettare da noi come pienamente cattolica.
Gloriamoci, dunque, di combattere sotto i vessilli di questo Re vestito di una Corona e di una Porpora più gloriose di quelle di tutti i re che abbiano mai vissuto su questa terra, essendo gli strumenti dell'opera del Suo Divin Amore; gloriamoci nel Nostro Re, per cui saremo onorati di versare la nostra vita, come Lui ha versato la Sua per noi fino all'ultima goccia del Suo preziosissimo Sangue; gloriamoci di seguirLo in questa vita non con l'arroganza e la superbia, però, bensì nella profondissima umiltà portando la nostra croce dietro a Lui, consapevoli solo della Sua infinita maestà e della nostra iniquità e della nostra nullità, la nostra iniquità che l'ha messo in Croce, e seguendoLo così nell'umiltà, rinnegandoci, e portando la nostra croce vinceremo nella battaglia contro i nostri nemici, e trionferemo e regneremo con Lui per sempre nella gloria della Patria Celeste.
Amen

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +



sabato 12 novembre 2011

Il Demonio esiste




Predica del 6 Novembre 2011 di Padre Konrad sul Demonio-Satana

(tratta dall'audio e non ricorretta da Padre Konrad)

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Su questa Domenica, normalmente, faccio una piccola sintesi della Dottrina Cattolica sul Demonio. L'esistenza del Demonio è un articolo di fede, malgrado tutto ciò i modernisti possono dirci con i loro sforzi e fino a diminuire allo zero la nostra fede.
In Principio Dio creò il Cielo e la Terra, il Cielo può riferirsi qua, alla creazione degli Angeli, dopo la creazione degli Angeli è seguita la prova degli Angeli.
La natura di questa prova (secondo la Tradizione è certa, ma la natura non è certa), è che un buon numero di Padri della Chiesa la intendono come il Comandamento di Adorare Dio-Uomo, ossia Gesù Cristo + visto da loro in una visione. Lucifero ed una parte degli Angeli hanno rifiutato perchè non volevano adorare un essere di una natura inferiore alla loro, Gesù Cristo + avendo come ben sappiamo non solo una natura Divina ma anche una natura umana, ossia inferiore alla natura angelica, di per sé la sua natura, l'esito di questo rifiuto era la caduta degli Angeli dal Cielo, il loro cambiamento, da Angeli in Demoni. 
Questa caduta viene espressa nell'Apocalisse dove si legge che la coda del Drago trascinava giù un terzo delle Stelle del Cielo e le precipitava sulla Terra.
Come già possiamo capire, il peccato di questo Drago, Lucifero e di altri Demoni di cui è il capo, è quello della superbia, non volevano adorare Gesù Cristo + , questo peccato viene espresso nelle due parole del Libro di Geremia: "non servirò/non serviam", si può dire che il grido di guerra di san Michele Arcangelo invece, che li ha cacciati dal Cielo, era "chi è come Dio? - Quis ut Deus?" Micha'el, il grido del Demonio rappresenta, "non serviam", la pretesa di essere "come Dio", mentre la parola di san Michele rappresenta la verità che nessuno è come Dio.

Diversi passi della Sacra Scrittura vengono applicati al peccato degli Angeli, in Tobia si legge: "la superbia è la causa di ogni rovina"; in Ecclesiastico: "il principio di ogni peccato è la superbia"; e in Isaia: "come mai sei caduto dal Cielo, Lucifero, Figlio dell'Aurora? Come mai sei stato steso a terra signore dei popoli, eppure tu pensavi - salirò in Cielo, sulle Stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale all'Altissimo e invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso" (Isaia 14,11-15).
Dunque, dal peccato della superbia segue un secondo peccato, quello dell'invidia, perché il superbo prova risentimento verso un altro che possiede delle qualità che attribuisce falsamente a sé stesso.
Questa invidia spinge il Demonio ad attaccare il Signore Gesù Cristo + durante la Sua vita sulla Terra, lo spinge ad attaccare il Suo Corpo Mistico che è la Chiesa, e più generalmente tutto il genere umano in quanto è creato ad immagine e somiglianza di Dio. Il suo odio particolare verso l'uomo si basa sul fatto che l'uomo, di fatto, può divenire "come Dio", non di per se stesso però, ma tramite la Grazia.
Questa, dunque, è la lotta spirituale di cui parla san Paolo nell'Epistola di oggi: non una lotta contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potestà delle tenebre.

Come agiscono i Demoni in questa lotta spirituale?
Loro ci tentano al peccato, il peccato mortale in primo luogo e il peccato veniale in secondo luogo, come un passo verso il peccato mortale. Esempi di peccati mortali, purtroppo comuni, sono la mancanza alla Santa Messa domenicale e alla santa purezza o da solo o con un altro/a. Colui che ha un peccato mortale sulla coscienza deve confessarlo quanto prima e fare il proponimento di abbandonarlo, con la Preghiera e la Grazia di Dio questo è sempre possibile, il peggiore è, come lo dico spesso, ricevere la Santa Comunione in questo stato perché ciò costituisce un secondo peccato mortale, quello del sacrilegio.

Lo scopo dei Demoni è nient'altro che di sedurci, ora, l'uomo è creato per conoscere il vero, amare il Bene ed essere felice con Dio per tutta l'eternità.
Il Demonio, perché vuole che siamo infelici all'inferno, per tutta l'eternità, deve ingannarci travestendo il falso come il vero, il male come il bene, e perciò si chiama l'ingannatore. Perché cerca la morte eterna per noi, il perché ha causato la morte fisica mediante il Peccato Originale, si chiama anche l'omicida.
Un altro nome del Demonio è dio o Principe di questo mondo, ma non bisogna avere paura del Demonio perché non ha il dominio su questo mondo ma soltanto un influenza; Dio ha il dominio, Egli regna, Egli comanda, il Demonio è soggetto a Lui e può agire unicamente fino al punto che Dio lo permette per i propri scopi, cioè, affinché noi ci santifichiamo per mezzo delle prove, e Dio non permetterà che siamo messi alla prova oltre alle nostre forze, ma ci da tutte le armi delle quali abbiamo bisogno per vincere.
Quali sono queste armi?
In una lotta spirituale le armi sono spirituali: la Fede, i Sacramenti e le Virtù, come ci insegna oggi san Paolo. Non bisogna avere paura del Demonio, dunque, ma sfregiarlo, perché con queste armi lo vinceremo. Con queste armi, cioè con una buona vita cattolica secondo la Fede, secondo i Comandamenti, con l'aiuto dei Sacramenti soprattutto la santa Confessione e la santa Comunione, e con una vita di Preghiera intensa, affidandoci totalmente a Dio, alla Santissima Vergine Maria attraverso il Rosario, e al nostro Angelo Custode e a san Michele Arcangelo, così vinceremo, così ci santificheremo e così diverremo "come Dio" nel senso giusto, ossia mediante la Sua Grazia, per poter vivere in unione con Lui qua e nel Cielo per tutti i secoli dei secoli. Amen.


In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +



lunedì 7 novembre 2011

Festa di Tutti i Santi 2011





Predica 1 Novembre 2011 di padre Konrad Festa di Tutti i Santi
sui Dieci Comandamenti

(Avvisiamo che questa Predica tratta dall'audio, non è stata rivista e corretta da Padre Konrad - come è solito fare - pertanto potrebbe subire, in futuro, un leggero cambiamento nel testo)

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Carissimi fedeli, l'unico scopo della vita umana è la nostra santificazione, per questo siamo stati creati, per nient'altro che questo.
Il Signore ci da ottanta o novanta anni di vita, normalmente, solo per questo.
Se noi arriviamo alla fine dei nostri giorni e non siamo ancora santi, abbiamo fallito.

Cosa è la Santità?
La santità è la perfezione della Carità, ossia, la perfezione dell'Amore sovrannaturale, nel senso assoluto dei termini la santità, la perfezione della Carità, la perfezione dell'Amore sovrannaturale è solo Dio stesso, Dio è la santità, Dio è la Carità, e Dio che è la santità e la Carità ci comanda di essere Santi anche noi: "siate Santi, perchè Io sono Santo", dice il Signore quattro volte nel Libro del Levitico.
Ma cosa è la santità per noi? Cosa è la perfezione della Carità per gli uomini?
Nostro Signore Gesù Cristo + risponde: "nessun uomo ha un amore più grande di questo, di dare la sua vita per i suoi amici". Parla della santità, parla della perfezione dell'amore per un uomo, per noi, esprime la santità in termini di quell'atto che Lui ha compiuto da uomo per salvare il mondo. Questa è dunque la santità per noi: dare la nostra vita per i nostri amici. 

Per quali amici? Per Dio stesso, perché Dio è il nostro più grande, più caro e amorevole Amico, è in un certo senso il nostro unico Amico, perché Lui ci ha creati, ci conserva in esistenza, ci ha dato e ci da tutto ciò che siamo e che abbiamo; ci ha redenti con la Sua Passione e la Sua Morte e ci vuol dare tutto a noi, cioè Se Stesso e per sempre.
Dobbiamo, dunque, dare la nostra vita per Lui in primo luogo e in assoluto, e poi dobbiamo dare la nostra vita per il nostro prossimo, questo in secondo luogo e in modo relativo, perchè amiamo il prossimo solo in Dio e a causa di Dio, questo difatti è il soggetto del Comandamento nuovo del Signore: che vi amiate gli uni e gli altri, come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Questa stessa perfezione dell'amore viene insegnata in due altri testi particolari della Sacra Scrittura, il primo testo è: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze e il prossimo come te stesso", il secondo testo è quello dei Dieci Comandamenti di cui i primi tre stabiliscono l'amore per Dio e gli altri sette stabiliscono l'amore per il prossimo: chi mi ama - dice il Signore - tiene i miei Comandamenti.

Per spiegare meglio ciò che sono i Dieci Comandamenti bisogna sapere che non solo vietano ciò che è peccato, ma che anche ci incitano alla perfezione della Carità.
E difatti lo scopo della vita umana non è solo di evitare il peccato, soprattutto il peccato mortale per poter raggiungere il Cielo, bensì di perfezionarci, come ho detto all'inizio di questa Omelia, per raggiungere quel grado di gloria in Cielo che Dio ha stabilito per noi prima della creazione del mondo.

Guardiamo un attimo il lato positivo dei Comandamenti:
- i primi tre stabiliscono l'adorazione e l'onore dovuto a Dio, tanto privato quanto pubblico, nonché la Fede, la Speranza e la Carità verso di Lui;
- il quarto stabilisce l'onore per i Genitori e per i Superiori,
- il quinto (con le parole del Catechismo di Trento) ci ingiunge, anche, di estendere la nostra concordia e caritatevole amicizia verso i nemici per avere pace con tutti, sia pure affrontando con pazienza, ogni contrarietà;
- il sesto ci ingiunge alla purezza dell'amore, alla castità ed alla modestia;
- il settimo ci impone di essere benevoli e generosi verso il prossimo;
- gli ultimi tre, l'ottavo, il nono e il decimo ci insegnano di non parlare male del prossimo, di pregare per ciò che ci conviene di possedere, di apprezzare i nostri beni e di ringraziarne il Signore.
Per tenere i Comandamenti e per perfezionarci occorre la pratica delle virtù, soprattutto le virtù Cardinali della prudenza, della giustizia, della temperanza e fortezza, occorre anche un lavoro assiduo contro le nostre imperfezioni di carattere o di abitudine, forse siamo approssimativi nelle azioni e nelle nostre parole, siamo rozzi, maleducati un pò, indifferenti al prossimo, un pò liberi nelle parole, un pò maliziosi, aspri, amari, suscettibili, permalosi, distratti, disordinati, inaffidabili, inclini al risentimento, pensieri contro la Carità, all'eccesso di tristezza, di ira, di paura o persino di gioia. Questo lavoro sul nostro carattere, sulle nostre abitudini, anche quasi più del lavoro contro il peccato è il lavoro più difficile che ci sia, si chiama "il lavoro dei Santi", nelle parole di santa Teresina che provengono dalla Sacra Scrittura: "il lavoro fra tutti più penoso è quello che si intraprende sopra se stessi per arrivare a vincersi".

Una parola sulla Preghiera.
Stiamo aspettando la Vita Eterna qua, dove vogliamo essere con Dio per sempre, se non pensiamo, se non parliamo, se non preghiamo mai a Lui, quale tipo di preparazione è questa per la Vita Eterna. Una mezza Ave Maria mentre mi addormento non basta! Devo afferrare del tempo, la mattina e la sera, per la Preghiera anzi, devo provare a vivere sempre nella presenza di Dio con l'attenzione della mente, verso di Lui, che non dimentichi mai che Lui è il mio più grande Amico che occorre adorare, lodare, ringraziare, di cui occorre chiedere favori, a cui devo dare e dedicare tutta la mia vita.
Ho parlato del lato attivo della santificazione, ma c'è anche il lato passivo.
La vita, dopo la caduta, è dura, siamo la per lavorare e soffrire, per portare la nostra croce dietro a Lui, e questa sofferenza ci santifica più di tutte le azioni che potremmo compiere. Lui ha dato la Sua vita per i suoi amici, cioè a noi, nella sofferenza, quella sofferenza che ha manifestato il Suo Amore, così anche noi dobbiamo dare la nostra vita a Lui, con tutta la nostra sofferenza, perché questa manifesterà anche il nostro amore. Ci saranno sempre sofferenze e difficoltà, ma queste possiamo accettarle per amore di Lui ed offrirglieLe come i nostri più preziosi tesori, uniti con le Sue sofferenze in Croce. Per la Sua gloria, per la salvezza del mondo, e per la santificazione della nostra anima.
Amen.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +



venerdì 4 novembre 2011

2 Novembre: ricordiamo quale è la nostra Meta





Predica del 2 novembre 2011 di padre Konrad 
Commemorazione Defunti

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Ieri, carissimi fedeli, abbiamo meditato sul nostro compito in questo mondo, ossia, la nostra santificazione, oggi questo stesso compito si presenta a noi con urgenza poichè, riflettendo sulla morte, vediamo che questa nostra vita è breve e limitata e che occorre sfruttarla bene per gli scopi della nostra eternità.

Nel Vangelo Nostro Signore Gesù Cristo + presenta la nostra morte come qualche cosa che avviene subito e all'improvviso come una rete, come una trappola, come un ladro, c'è un senso che la persona presa dalla morte non si sia preparata, che non si sia fatta provvisione, che sia accatturata, prima dell'ora prevista, e chi di noi sa che vedrà l'anno nuovo o persino la luce dell'aurora di domani?
E se devo morire questa notte, dove andrei? Quale è lo stato della mia amina? e quel peccato che non ho mai osato confessare? o questa cosa che dovevo fare ma che ho rimandato, o questi soldi che non ho restituiti? o la pace con queste persone che non ho mai fatto?

Vigilate dunque, dice il Signore, perchè non sapete ne il giorno, ne l'ora, vigilate per fare il bene, camminate mentre è ancora giorno perchè dopo viene la notte quando nessuno può lavorare, perchè avete una sola vita lasciatavi dal Signore e vi è stata elargita per la vostra santificazione.
Tenete sempre il giorno della morte davanti agli occhi e non peccherete nel cuore, dice il Salmista, anzi vivrete santamente come la Suora visitata da santa Faustina, sul suo letto di morte, diceva: la mia vita, tutta la mia vita, è stata una preparazione per questa ora.

Facciamo dunque un buon proponimento, stasera, tramite l'intercessione della Beata Vergine Maria, per prendere sul serio la nostra vita cristiana nel futuro pregando per i nostri Defunti affinchè possiamo essere riuniti con loro in Cielo in beatitudine, alla Gloria della Santissima Trinità.
Amen.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia Lodato Gesù Cristo +


P.S.
seguirà la predica per la Festa di Tutti i Santi, scusandoci per il ritardo della pubblicazione e senza mantenere l'ordine delle Feste, ciò deriva dal fatto che in questi giorni anche chi trascrive le Prediche è impegnato per la propria Anima e per quella dei propri Defunti, con le visite ai Cimiteri e nell'andare di più alla Messa, ogni giorno...
Abbiate pazienza e continuate a seguirci, pregando gli uni per gli altri, e specialmente che il Signore ci conservi a lungo Padre Konrad, benedica e sostenga la FSSP e ci doni presto un santo Patriarca!




mercoledì 2 novembre 2011

Non dimentichiamo i nostri Defunti

"La morte è stata ingoiata per la vittoria.Dov’è, o morte, la tua vittoria?Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?"(1Cor 15,55).
Il cristianesimo non si fa strada nelle coscienze con la paura della morte, ma con la morte di Cristo. Gesù è venuto a liberare gli uomini dalla paura della morte (cfr. Eb 12,14), non ad accrescerla....

Requiem



 
 
Diciamo il Rosario ogni giorno per le Anime del Purgatorio
facciamo celebrare le Sante Messe di Suffragio