QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE, ANTE OMNIA OPUS EST, UT TENEAT CATHOLICAM FIDEM

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venerdì 16 dicembre 2011

Terza Domenica di Avvento

Perdonate il ritardo.... ma sono stata assente da domenica....Rimediamo subito con una omelia di sant'Agostino...


terza di Avvento



"Dite agli smarriti di cuore: Coraggio!
Non temete; ecco il vostro Dio…Egli viene a salvarvi".
(Is 35, 4)

Dai "Discorsi" di Sant’Agostino Vescovo(Serm. 66, 1-4)
La testimonianza di Cristo su Giovanni

Giovanni precedette il Cristo sia nel nascere che nell’annunciarlo, ma lo precedette come un umile servo obbediente senza mettersi al di sopra di lui. Quanto grande fu dunque la testimonianza resa a Cristo da Giovanni? Tanto grande, da fargli dire che non era degno di sciogliere i lacci dei suoi sandali. Egli confessò d’essere solo una lampada accesa da lui e perciò si rifugiò ai suoi piedi per paura che, innalzandosi, venisse spenta dal vento della superbia. Era tanto grande, ch’era creduto il Cristo, e se egli stesso non avesse confessato di non esserlo, sarebbe rimasto l’errore e si sarebbe continuato a credere ch’era lui il Cristo. Il popolo gli tributava onore ed egli lo rifiutava. Qui sta la sua umiltà! La gente sbagliava nel reputarlo più grande di quello ch’era ed egli si umiliava. Egli non voleva la grandezza attribuitagli dalle parole degli uomini, perché aveva compreso che cosa era "la Parola" di Dio.

Giovanni vide il Signore, lo vide, puntò il dito verso di lui e disse: Ecco l’agnello di Dio che prende su di sé i peccati del mondo (Gv 1, 29). Eccolo qui. Era già venuto ma non era riconosciuto; per questo la gente si era formato un errato concetto di lui. Ecco, è qui Colui che i Patriarchi desideravano vedere, che i Profeti preannunciarono, ch’era stato prefigurato dalla Legge. Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che prende su di sé i peccati del mondo. Egli rese questa bella testimonianza al Signore e il Signore a lui: Tra i nati di donna – disse – non è sorto nessuno più grande di Giovanni il Battezzatore; chi però è il più piccolo nel regno dei cieli, è più grande di lui (Mt 11, 11).

Abbiamo udito la verace e bella testimonianza resa da Giovanni a Cristo e da Cristo a Giovanni. Che significa dunque il fatto che Giovanni mentre era rinchiuso in carcere, ov’era destinato ad essere ucciso presto, mandò da Cristo i suoi discepoli, e disse loro: Andate e domandategli: Sei tu quello che deve venire o dobbiamo aspettare un altro? (Mt 11, 2-3). A questo si riduce tutto l’elogio che di lui aveva fatto? L’elogio è forse diventato un dubbio? Che cosa dici, Giovanni? A chi lo dici? Perché lo dici? Lo dici al giudice, tu, suo banditore. Sei stato tu a tendere il dito, a mostrarlo, e a dire: Ecco l’agnello di Dio che si addossa i peccati del mondo. Sei stato tu a dire: Tutti noi abbiamo preso dalla sua ricchezza (Gv 1, 16). Sei stato tu a dire: Non sono degno di sciogliere i lacci dei suoi sandali (Gv 1, 27), e adesso tu dici: Sei tu che devi venire o dobbiamo aspettare un altro? Non è proprio lui stesso? E tu chi sei? Non sei forse il suo precursore? Non sei forse tu colui del quale è stato predetto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te; egli ti preparerà la strada? (Mt 11, 10) Come mai prepari la strada e tu vai fuori strada?

I discepoli di Giovanni tenevano in grande stima il loro maestro; avevano sentito la testimonianza resa da lui a Cristo e n’erano rimasti stupiti; per questo sul punto di morire egli volle che ne avessero la conferma da Cristo. Senza dubbio quelli pensavano tra se stessi: "Costui dice di lui cose tanto grandi, mentre non le dice di se stesso". Andate a chiedergli: non perché io dubiti, ma perché siate informati voi. Andate a chiedergli: sentite da lui ciò che sono solito dire io: avete udito il banditore, abbiate ora la conferma del giudice. Andate a chiedergli: Sei tu che devi venire, o dobbiamo aspettare un altro? Andarono, chiesero, per loro non per Giovanni. E per dare una risposta ad essi Cristo disse: I ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono guariti, i morti risorgono, ai poveri è annunciata la salvezza. Voi mi vedete, riconoscetemi: vedete le opere, riconoscete chi le compie. E beato chi non si scandalizzerà di me (Mt 11, 4-6). Ma questo lo dico di voi, non di Giovanni. Poiché per farci capire che non lo diceva di Giovanni, Cristo cominciò a parlare di Giovanni alla folla mentre quelli se ne andavano (Mt 11, 7): fece l’elogio veridico di lui chi era verace, anzi la Verità.


Buona domenica “Gaudete” .

martedì 6 dicembre 2011

8 Dicembre Solennità dell'Immacolata Concezione






I Papi e l'Immacolata


La stola bianca indossata dal Papa al posto di quella tradizionale rossa, a sottolineare la solennità mariana. Il coro spagnolo che accompagna il momento conclusivo della breve preghiera ai piedi della statua. La deposizione dell'omaggio floreale, la cui composizione è curata dagli addetti ai Giardini vaticani. Sono alcune caratteristiche del rito che avrà luogo in Piazza di Spagna l'8 dicembre, indicate dal maestro delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, monsignor Guido Marini, alla vigilia della visita di Benedetto XVI all'Immacolata.

Il monumento fu costruito per ricordare la definizione da parte di Pio IX, l'8 dicembre 1854, del dogma del concepimento sine macula della Vergine. Duecento vigili del fuoco pontifici collocarono la statua bronzea della Vergine sulla colonna marmorea - entrambe progettate da Luigi Poletti - poi offrirono una corona di fiori deposta sulla sommità. Lo stesso Papa Mastai Ferretti l'8 dicembre 1857 inaugurò il monumento da una tribuna posta davanti al Palazzo dell'Ambasciata di Spagna, avviando di fatto la tradizione dei pellegrinaggi.

Nel 1908 la vicina parrocchia di sant'Andrea delle Fratte cominciò a organizzare e a regolare il flusso dei fedeli romani e, a partire dal 1938, la Pontificia Accademia dell'Immacolata curò l'organizzazione dell'avvenimento, che assunse le caratteristiche odierne: ai pompieri, all'ambasciatore di Spagna, ai religiosi e chierici della città, ai rappresentanti di collegi, seminari, confraternite e al laicato cattolico, si uniron0 in forma ufficiale le autorità civili cittadine, provinciali e regionali, le associazioni dei lavoratori comunali e delle altre realtà produttive dell'Urbe.

Dopo la fine dello Stato Pontificio fu Pio XII - romano di nascita - il primo Papa a recarsi personalmente a compiere l'atto di omaggio all'Immacolata. L'occasione, l'8 dicembre del 1953, fu l'inizio dell'Anno Mariano. E Giovanni XXIII, a poco più di un mese dalla sua incoronazione, vi si recò per la prima volta, nel 1958 per poi tornarvi nel 1960 e nel 1961.
Dopo di lui il gesto divenne consuetudine con Paolo VI, che vi andò anche nel pomeriggio dell'8 dicembre 1965, dopo la solenne chiusura del concilio Vaticano II e che nel periodo della crisi petrolifera si recò in Piazza di Spagna con la carrozzella trainata da un cavallo.

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno mantenuto viva la tradizione.







Vergine amabilissima, che sino ab eterno foste l'oggetto prediletto de' Divini Amori, ottenete anche a noi tutti di farvi sempre caro oggetto di nostra devozione.
Ave Maria... 
 
Dio ti Salvi o Maria, nostra Madre Dolce e Pia, oh Maria nostra Avvocata o Concetta Immacolata.

 
Tota pulchra es Maria !
Et macula originalis non est in  te!
Tu Gloria Jerusalem!
Tu Laetitia Israel!
Tu honorificentia populi nostri, tu advocata peccatorum!
Oh Maria! Oh Maria!
Virgo Prudentissima, Mater Clementissima!
Ora pro nobis, intercede pro nobis; ad Dominum Jesum Christum!

In Conceptione tua Virgo Immaculata fuisti.
Ora pro nobis Patrem cujus Filium peperisti.
Felix es, sacra Virgo Maria, et omni laude dignissima.
Quae serpentis caput virgineo pede contrivisti.


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Predica 8 Dicembre 2011 
di padre Konrad Festa della Immacolata

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
"La Santissima Vergine Maria, nel primo istante della Sua Concezione, per singolare Grazia e privilegio di Dio Onnipotente, e in vista dei meriti di Cristo Gesù + Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia del Peccato Originale".
Questo è il Dogma dell'Immacolata Concezione proclamato nella Bolla Ineffabilis Deus del beato Pio IX nell'anno 1854.
Cosa era questa macchia del Peccato Originale? Era lo stato di peccato mortale ereditato da tutti i figli di Eva insieme a una debolezza dell'intelletto e della volontà, di un certo staccamento dalle passioni, dal dominio della ragione. Da questa macchia di cui vediamo così chiaramente gli effetti in noi stessi e in tutti gli uomini, la Santissima Vergine Maria fu preservata.
Ma la Santissima Vergine dal primo istante della Sua Concezione fu preservata non solo dal Peccato Originale, ma anche dal peccato personale, come dichiara il sacro Concilio di Trento nelle seguenti parole: La Chiesa mantiene che la Beata Vergine mediante un privilegio speciale di Dio, poteva evitare tutti i peccati, anche veniali, durante tutta la Sua vita. Così che può essere applicata a Lei la frase del Cantico dei Cantici: Tutta bella sei tu, o mia diletta, e macchia non è in te (Ct.4,7).
Sant'Alfonso M. de Liguori commenta: " Da che Ella ebbe uso della ragione, cioè, dal primo istante della sua immacolata concezione nell'utero della Santa Anna, sin da allora cominciò con tutte le sue forze ad amare il Suo Dio, e così seguì a far sempre più avanzandosi nella perfezione, nell'amore, in tutta la Sua vita. Tutti i Suoi pensieri, i desideri, gli affetti, non furono che di Dio, non disse parola, non fece torto, non diede occhiata, non un respiro che non fosse per Dio e per la Sua gloria, senza mai storcere un passo, senza mai distaccarsi un momento dall'amore Divino, la Concezione Immacolata, la preservazione dal Peccato Originale e personale è la condizione sublime della purezza, della santità e gloria della Beatissima Vergine Maria, la condizione per la Sua immersione nella Luce Divina".
Nelle parole di san Bernardo: "Con ragione si presenta Maria ammantata di Sole - dice con l'immagine a riguardo dell'Apocalisse - Lei che ha penetrato oltre ogni nostra immaginazione l'abisso profondissimo della Divina Sapienza, così che per quanto lo consente la condizione di una creatura, Ella appare come immersa in quella Luce inaccessibile".
Questa sublime purezza della Beatissima Vergine fu rivelata all'Anima del Sommo Pontefice Beato Pio IX, egli raccontò che: " mentre Dio proclamava il Dogma per la bocca del Suo Vicario, Dio stesso dette al mio spirito un conoscimento sì chiaro e sì largo dell'incomparabile della purezza della Santissima Vergine che, inabissato nella profondità di questa conoscenza, cui nessun linguaggio potrebbe descrivere, l'anima mia restò inondata di delizie inenarrabili, di delizie che non sono terrene, nè potrebbero provarsi che in Cielo. Nessuna prosperità, nessuna gioia di questo mondo potrebbe dare di quelle delizie la minima idea, ed io non temo affermare che, il Vicario di Cristo, ebbe bisogno di una grazia speciale per non morire di dolcezza sotto l'impressione di cotesta cognizione, di cotesto sentimento della bellezza incomparabile di Maria Immacolata".
Proviamo, carissimi fedeli, a crescere ogni giorno nella nostra devozione all'Immacolata Concezione, che a causa della Sua vicinanza a Dio e del Suo profondo Amore materno verso ognuno di noi, Ella è l'Avvocata più potente che ci sia per noi presso l'Altissimo, affidiamoLe i nostri affanni, onoriamola con la nostra Preghiera, con il Santo Rosario, amiamoLa nei nostri cuori.
Amen.



domenica 4 dicembre 2011

Seconda Domenica di Avvento 2011

Seconda Settimana di Avvento


Predica del 4 Dicembre 2011 di padre Konrad Seconda Domenica di Avvento

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Domenica scorsa abbiamo meditato, carissimi fedeli, sulla venuta del Bambino Gesù + nelle nostre anime, a Natale, in modo spirituale, ma bisogna sapere che, questa venuta spirituale nelle nostre anime è solo l'ombra della Sua venuta Sacramentale.
Sarebbe triste, davvero, di ricevere il Signore solo spiritualmente, alla Santa Festa di Natale, quando potremmo riceverLo anche sacramentalmente.
Per questo, se siamo nel peccato mortale, dobbiamo confessarci prima di Natale, ma anche se siamo solo nel peccato veniale, dobbiamo confessarci per riceverLo più degnamente, il nostro Creatore e Signore, sotto il tetto del nostro cuore.
L'importanza dell'unione sacramentale al Bambino Gesù + è già evidente nel nome del luogo della Sua nascita, Betlemme, che significa "Casa del Pane", non è un caso che Lui è nato in questo luogo, perchè nei progetti di Dio non esiste il "caso", ma tutto avviene proprio secondo i consigli eterni di Dio, profetizzati dai Profeti, e in questo caso dal Profeta Michea e dichiarati dai pontefici Ebrei con le parole: " e da Betlemme che deve uscire il Capo di Israele".
E' nato, dunque, nella Casa del Pane Colui che disse di se stesso: "Io sono il pane vivo disceso dal Cielo", e in un altro passo: "Questo è il pane disceso dal Cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono; chi mangia questo pane vivrà in eterno" (Gv.6).
In questo Tempo sacro di Avvento ci prepariamo, dunque, per l'unione sacramentale con Gesù Cristo + in forma di un piccolo Bambino, presentato a noi dalla Sua tenera Madre, l'incomparabile e Santissima Vergine Maria.
Nelle parole di Dom Guéranger: "Perchè questo Mistero si compia con maggior dolcezza, il dolce Frutto di Betlemme, si dispone dapprima a penetrare in noi sotto le sembianze di un Bambino, il più bello di tutti i figli dell'uomo. Lui vuole unirsi agli uomini perchè, essendo Lui la vita stessa, vuole che tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza, e perchè vuole trasformarci in Lui, in modo che non siamo più noi a vivere ma Lui che vive in noi".
La realtà di questa unione sacramentale a Gesù Cristo + sotto la forma del Divino Bambino viene espresso in una esperienza mistica di Santa Suor Faustina Kowalska, il cui Diario è da raccomandare a tutti, scrive la Santa che: una volta durante la santa Messa, a lei le apparve la Madonna con il Bambino Gesù e San Giuseppe e scrisse:
"la Madonna Santissima mi disse: - Eccoti il Tesoro più prezioso - e mi diede il Bambino Gesù. Gli dissi: - Io so che Voi siete il mio Signore e Creatore benchè siate così piccolo - Il Signore allungò le Sue braccia e mi guardò sorridendo. Il mio spirito era di una gioia incomparabile. Gesù scomparse all'improvviso e la Santa Messa era giunta la momento di accostarsi alla Santa Comunione. Andai subito assieme alle suore a prendere la Santa Comunione con l'anima ripiena della Sua Presenza, dopo la Santa Comunione sentii nel mio intimo queste parole: - Io sono nel tuo cuore quello stesso che hai tenuto in braccio -"

Carissimi fedeli, sappiamo bene che lo scopo della nostra vita è l'imitazione di Gesù Cristo + Lui è il modello di ogni virtù, imitando Lui dunque, con l'aiuto della grazia, diveniamo perfetti. A Natale si presenta a noi come un Bambino per insegnarci, tra l'altro e senza dubbio, ad imitarLo anche come era da Bambino: semplice, trasparente, innocente, docile, umile, mite, dolce, amorevole. Che questo sia il nostro atteggiamento in Avvento, a Natale e sempre. Verso altrui, ma soprattutto verso di Lui, per unirci più intimamente e più perfettamente a Lui spiritualmente, sacramentalmente, e dopo questa vita in terra, definitivamente in Cielo, alla gloria del Suo Santo Nome.
Amen.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +


(Predica trascritta dall'audio, quasi in tempo reale, e non rivista da padre Konrad, ma ve la offriamo ugualmente per continuare bene questo Tempo di Conversione)

Vogliamo sottolineare alcune parole espresse dal Santo Padre stamani all'Angelus, 4 dicembre, e di come queste confermano le parole espresse da Padre Konrad sulla necessaria conversione e confessione almeno (almeno!) prima di Natale.....

Dice il Santo Padre Benedetto XVI: 
" L’appello di Giovanni va dunque oltre e più in profondità rispetto alla sobrietà dello stile di vita: chiama ad un cambiamento interiore, a partire dal riconoscimento e dalla confessione del proprio peccato. Mentre ci prepariamo al Natale, è importante che rientriamo in noi stessi e facciamo una verifica sincera sulla nostra vita."

 

domenica 27 novembre 2011

Prima Domenica di Avvento 2011

http://www.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/11/decorazioni-natale-corona-avvento-legno.jpg


Predica del 27 Novembre 2011 di padre Konrad Prima Domenica di Avvento

(Predica trascritta dall'audio, quasi in tempo reale, e non rivista da padre Konrad, ma ve la offriamo ugualmente per cominciare bene questo Tempo di Conversione)

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Carissimi fedeli, oggi comincia l'Anno Liturgico della Chiesa e, allo stesso tempo, il Santo Tempo dell'Avvento in cui ci ricordiamo della venuta del Signore a Natale, preparandoci per essa, con una preparazione interna delle nostre anime. Più seria sarà la nostra preparazione in Avvento, più grande sarà il frutto spirituale per noi a Natale.
Di fatti, ogni Festa della Santa Chiesa può portarci un frutto spirituale, ogni anno che assistiamo alla celebrazione della Festa di Natale, possiamo ricevere di nuovo un frutto spirituale dal Bambino Gesù +. Prepariamoci, dunque, bene per questa Festa almeno questo anno.
Come ci possiamo preparare?
Innanzi tutto la preparazione si deve adeguare alla Festa, mentre in Quaresima ci mortifichiamo in unione alla sofferenza di Nostro Signore per godere poi della Sua Vita gloriosa a Pasqua, in Avvento ci discipliniamo piuttosto in una specie di attesa allegra del Bambino Divino. Non cerchiamo grandi piaceri in questo Tempo anticipando le gioie di Natale, ma aspettiamo la Festa natalizia per prendere in essa la nostra gioia.
Vediamo dunque che una certa disciplina, uno spirito di moderazione in tutte le cose ci conviene a questo Tempo. Inoltre come in vista di ogni grande Festa della Chiesa, la purificazione dell'anima è richiesta. Se noi viviamo nel peccato mortale, adesso è il tempo per convertirci e fare penitenza, docili agli ammonimenti di san Giovanni Battista, lo stesso vale per il peccato veniale e altrettanto per le nostre imperfezioni.
Perché perseveriamo nel peccato e nelle imperfezioni quando sappiamo che a Dio non piace? San Paolo ci dice oggi: la notte è trascorsa, il giorno è vicino, rigettiamo dunque le opere delle tenebre e vestiamoci delle armi della luce, non viviamo dei piaceri eccessivi e dei sensi, nell'immodestia, nei conflitti con altri, ma vestiamoci nel Signore Gesù Cristo +.
Noi abbiamo la Fede, se siamo nel peccato e non sentiamo la forza, né il coraggio, né la voglia di combatterlo, preghiamo il Signore che ci darà la forza, l'ora è venuta, adesso, per svegliarci dal sonno - dice san Paolo - e per essere concreti ci chiediamo cosa è il nostro peccato o vizio dominante, riflettiamo, e quando ce ne siamo accorti tiriamone le conseguenze e combattiamolo.
In una parola, il nostro compito nell'Avvento è quello della conversione, di preparare il nostro cuore alla Sua venuta, come un Presepio degno dell'Altissimo, meditiamo spesso sulla Sua venuta imminente leggendo l'inizio del Vangelo di san Luca, e visitandoLo nel Tabernacolo.
Dom Guéranger scrive: Durante il Tempo di Avvento Nostro Signore bussa alla porta dei cuori degli uomini, talvolta forte, talvolta piano. Lui viene per chiedere se hanno un posto per Lui, perché vuole essere nato nella loro casa. La casa è comunque la Sua, perché Lui l'ha costruita e la conserva, ma si lamenta che i suoi hanno rifiutato di riceverLo, almeno la maggior parte. Preparatevi dunque a vederLo nato dentro di voi, più bello, più radiante, più potente che l'avete mai conosciuto.

Questo, dunque, il nostro compito in Avvento che proviamo a fare con tutto il cuore, con l'intercessione della Santissima Madre di Dio, come anticipo del nostro incontro definitivo con il Signore in Cielo. 
Amen

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +

giovedì 24 novembre 2011

Il Supremo Giudizio





(Predica riportata dall'audio e non rivista da Padre Konrad)


Predica del 20 Novembre 2011 di padre Konrad Il Supremo Giudizio

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.
"Tutte le genti della terra vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del Cielo, con grande potenza e gloria, e manderà i suoi Angeli con la tromba e con gran voce, per radunare i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità all'altra dei cieli", così il Nostro Signore Gesù Cristo + ci parla oggi, del supremo Giudizio, un dogma di fede espresso nel Credo con le parole: "di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti".

Sappiate, carissimi fedeli, in primo luogo che c'è un duplice giudizio: uno particolare ed uno in generale.
Il Giudizio particolare avviene subito, dopo la nostra morte, quando ognuno di noi si farà, nelle parole del Catechismo di Trento, giustissimo esame davanti a Dio di quanto ha operato, detto e pensato.
Il Giudizio generale, o supremo, avviene alla fine del mondo davanti a tutte le persone che hanno mai vissuto e vivranno su questa terra.
Dopo il Giudizio particolare, l'anima sarà consegnata o al Paradiso, o all'Inferno, o al Purgatorio; dopo il Giudizio generale l'anima ad essa riunita al corpo procederà al Paradiso o all'Inferno, poiché il Purgatorio non durerà che fino al Giudizio generale.

Il duplice Giudizio corrisponde al duplice carattere dell'uomo che è allo stesso tempo individuo e membro della società umana, nel Giudizio particolare sarà giudicato come individuo, nel Giudizio generale sarà giudicato come membro della società.

Carissimi fedeli, questa è la realtà per cui, tutta la nostra vita, deve essere una preparazione, facciamo dunque un buon esame di coscienza ogni sera, confessiamoci bene prima di Natale, assistiamo sempre alla Santa Messa domenicale, evitando ogni cattiveria in azione e in parole, ogni fornicazione, ogni egoismo, conducendo una vita santa e buona onde possiamo, di nuovo con le parole del Catechismo di Trento, con maggior sicurezza d'animo aspettare il gran giorno del Signore, anzi, desiderarLo con sommo ardore come si conviene ai Figli di Dio quando, dopo le lotte di questa vita di angosce, il giusto sarà dichiarato vincitore davanti a tutti gli uomini, e entrato nella Patria Celeste vi riceverà onori Divini ed eterni.
Amen.

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +


venerdì 18 novembre 2011

Ancora Festa di Cristo Re

Come sappiamo il Calendario Liturgico si conclude, ogni anno, con la Festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo.... nella Santa Messa di sempre questa Solennità si celebra qualche domenica prima, mentre oggi, la maggior parte della Chiesa la celebra qualche domenica dopo....
Senza polemizzare noi invece ne vogliamo approfittare per ricordare nuovamente la regalità di Cristo Re e vi offriamo l'Omelia di Padre Konrad di quest'anno liturgico conclusivo...




Predica del 30 ottobre 2011 di padre Konrad  
Festa di Cristo Re dell'Universo

(Predica tratta dall'audio e non rivista ed eventualmente corretta da Padre Konrad )
In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Talvolta qualcuno chiamerà la Chiesa "trionfalista" come se fosse una società mediocre, puramente umana, centrata sul mero uomo, una società che non abbia niente su cui gloriarsi, come se dovesse prendere un posto modesto vicino alle altre religioni e, modestamente, tacere.
La realtà carissimi fedeli, però, è ben diversa: la Chiesa è una società perfetta animata dallo stesso Spirito Santo, santificante, infallibile, tutta pura, l'immacolata Sposa di Cristo. Le altre religioni sono tutte false, i loro seguaci devono convertirsi, devono essere evangelizzati, catechizzati, battezzati e santificati, sottomessi al dominio di Cristo Re, Re di tutti gli uomini, non c'è un altra via di salvezza perché Cristo è Dio, l'unico Dio, "uno simile a Figlio d'uomo - dice san Giovanni - con occhi fiammeggianti come fuoco, la voce simile al fragore di grandi acque, che nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio, il Suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza e mi disse: - Io sono l'Alfa e l'Omega, il Vivente, Io ero morto ma ora vivo per sempre ed ho potere sopra la morte e sopra gli inferi".

Dunque, il Nostro Signore Gesù Cristo + che è già Re dell'Universo, Pantocrator, sia da Dio sia da Uomo in virtù dell'unione ipostatica fra la Sua divinità e la Sua umanità, è anche Re di tutti gli uomini in virtù della Sua Passione e Morte in Croce.
La Santa Chiesa Cattolica non si vergogna di Lui, dunque, che altrimenti si vergognerà di Lei davanti al Suo Padre e ai Suoi Angeli, bensì esulta soprattutto oggi nella Festa di Cristo Re, quando ricorda il Suo trionfo su Satana, sul peccato e sulla morte, esulta per Lui ed anche per se stessa, perché sa con certezza assoluta che seguendo il suo Re sul campo di battaglia di questo mondo, trionferà anche Lei.
Quaggiù facciamo parte della Chiesa Militante, militante contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti, e ci gloriamo di combattere sotto i vessilli di Cristo Re (nelle parole dell'ultima preghiera di questa Santa Messa), per poter regnare con Lui dopo come Chiesa Trionfante in Cielo, per sempre.
La parola "trionfalista" come la parola "tradizionalista" sono parole moderne invitate da persone moderne per presentare come falso e male ciò che è vero e bene.
La Chiesa ha sempre visto la nostra vita terrena come una lotta dura contro i nemici della nostra salvezza, cioè, il mondo, la carne, il diavolo.
Il mondo, tutto ciò che ci circonda che sia male, le cattive compagnie, le pubblicità (persino su questa chiesa), i fiori del male sparsi attraverso i tratti interminabili del computer, la carne, tutti i desideri, gli istinti, le emozioni che lottano contro la ragione, e il diavolo, lui che aumenta i nostri disagi in tutto, obnubilando la nostra fede e la nostra fiducia in Dio insinuando pensieri cattivi, negativi, meschini nella mente, ingannandoci e seducendoci.

Contro questi nemici noi lottiamo in collaborazione con Nostro Signore Gesù Cristo + una collaborazione che culminerà nella Sua gloriosa vittoria sul mondo.
Questa è la visione della Chiesa, la visione tradizionale che, come tutto ciò che è tradizionale nella Chiesa è da accettare da noi come pienamente cattolica.
Gloriamoci, dunque, di combattere sotto i vessilli di questo Re vestito di una Corona e di una Porpora più gloriose di quelle di tutti i re che abbiano mai vissuto su questa terra, essendo gli strumenti dell'opera del Suo Divin Amore; gloriamoci nel Nostro Re, per cui saremo onorati di versare la nostra vita, come Lui ha versato la Sua per noi fino all'ultima goccia del Suo preziosissimo Sangue; gloriamoci di seguirLo in questa vita non con l'arroganza e la superbia, però, bensì nella profondissima umiltà portando la nostra croce dietro a Lui, consapevoli solo della Sua infinita maestà e della nostra iniquità e della nostra nullità, la nostra iniquità che l'ha messo in Croce, e seguendoLo così nell'umiltà, rinnegandoci, e portando la nostra croce vinceremo nella battaglia contro i nostri nemici, e trionferemo e regneremo con Lui per sempre nella gloria della Patria Celeste.
Amen

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +



sabato 12 novembre 2011

Il Demonio esiste




Predica del 6 Novembre 2011 di Padre Konrad sul Demonio-Satana

(tratta dall'audio e non ricorretta da Padre Konrad)

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Su questa Domenica, normalmente, faccio una piccola sintesi della Dottrina Cattolica sul Demonio. L'esistenza del Demonio è un articolo di fede, malgrado tutto ciò i modernisti possono dirci con i loro sforzi e fino a diminuire allo zero la nostra fede.
In Principio Dio creò il Cielo e la Terra, il Cielo può riferirsi qua, alla creazione degli Angeli, dopo la creazione degli Angeli è seguita la prova degli Angeli.
La natura di questa prova (secondo la Tradizione è certa, ma la natura non è certa), è che un buon numero di Padri della Chiesa la intendono come il Comandamento di Adorare Dio-Uomo, ossia Gesù Cristo + visto da loro in una visione. Lucifero ed una parte degli Angeli hanno rifiutato perchè non volevano adorare un essere di una natura inferiore alla loro, Gesù Cristo + avendo come ben sappiamo non solo una natura Divina ma anche una natura umana, ossia inferiore alla natura angelica, di per sé la sua natura, l'esito di questo rifiuto era la caduta degli Angeli dal Cielo, il loro cambiamento, da Angeli in Demoni. 
Questa caduta viene espressa nell'Apocalisse dove si legge che la coda del Drago trascinava giù un terzo delle Stelle del Cielo e le precipitava sulla Terra.
Come già possiamo capire, il peccato di questo Drago, Lucifero e di altri Demoni di cui è il capo, è quello della superbia, non volevano adorare Gesù Cristo + , questo peccato viene espresso nelle due parole del Libro di Geremia: "non servirò/non serviam", si può dire che il grido di guerra di san Michele Arcangelo invece, che li ha cacciati dal Cielo, era "chi è come Dio? - Quis ut Deus?" Micha'el, il grido del Demonio rappresenta, "non serviam", la pretesa di essere "come Dio", mentre la parola di san Michele rappresenta la verità che nessuno è come Dio.

Diversi passi della Sacra Scrittura vengono applicati al peccato degli Angeli, in Tobia si legge: "la superbia è la causa di ogni rovina"; in Ecclesiastico: "il principio di ogni peccato è la superbia"; e in Isaia: "come mai sei caduto dal Cielo, Lucifero, Figlio dell'Aurora? Come mai sei stato steso a terra signore dei popoli, eppure tu pensavi - salirò in Cielo, sulle Stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale all'Altissimo e invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso" (Isaia 14,11-15).
Dunque, dal peccato della superbia segue un secondo peccato, quello dell'invidia, perché il superbo prova risentimento verso un altro che possiede delle qualità che attribuisce falsamente a sé stesso.
Questa invidia spinge il Demonio ad attaccare il Signore Gesù Cristo + durante la Sua vita sulla Terra, lo spinge ad attaccare il Suo Corpo Mistico che è la Chiesa, e più generalmente tutto il genere umano in quanto è creato ad immagine e somiglianza di Dio. Il suo odio particolare verso l'uomo si basa sul fatto che l'uomo, di fatto, può divenire "come Dio", non di per se stesso però, ma tramite la Grazia.
Questa, dunque, è la lotta spirituale di cui parla san Paolo nell'Epistola di oggi: non una lotta contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potestà delle tenebre.

Come agiscono i Demoni in questa lotta spirituale?
Loro ci tentano al peccato, il peccato mortale in primo luogo e il peccato veniale in secondo luogo, come un passo verso il peccato mortale. Esempi di peccati mortali, purtroppo comuni, sono la mancanza alla Santa Messa domenicale e alla santa purezza o da solo o con un altro/a. Colui che ha un peccato mortale sulla coscienza deve confessarlo quanto prima e fare il proponimento di abbandonarlo, con la Preghiera e la Grazia di Dio questo è sempre possibile, il peggiore è, come lo dico spesso, ricevere la Santa Comunione in questo stato perché ciò costituisce un secondo peccato mortale, quello del sacrilegio.

Lo scopo dei Demoni è nient'altro che di sedurci, ora, l'uomo è creato per conoscere il vero, amare il Bene ed essere felice con Dio per tutta l'eternità.
Il Demonio, perché vuole che siamo infelici all'inferno, per tutta l'eternità, deve ingannarci travestendo il falso come il vero, il male come il bene, e perciò si chiama l'ingannatore. Perché cerca la morte eterna per noi, il perché ha causato la morte fisica mediante il Peccato Originale, si chiama anche l'omicida.
Un altro nome del Demonio è dio o Principe di questo mondo, ma non bisogna avere paura del Demonio perché non ha il dominio su questo mondo ma soltanto un influenza; Dio ha il dominio, Egli regna, Egli comanda, il Demonio è soggetto a Lui e può agire unicamente fino al punto che Dio lo permette per i propri scopi, cioè, affinché noi ci santifichiamo per mezzo delle prove, e Dio non permetterà che siamo messi alla prova oltre alle nostre forze, ma ci da tutte le armi delle quali abbiamo bisogno per vincere.
Quali sono queste armi?
In una lotta spirituale le armi sono spirituali: la Fede, i Sacramenti e le Virtù, come ci insegna oggi san Paolo. Non bisogna avere paura del Demonio, dunque, ma sfregiarlo, perché con queste armi lo vinceremo. Con queste armi, cioè con una buona vita cattolica secondo la Fede, secondo i Comandamenti, con l'aiuto dei Sacramenti soprattutto la santa Confessione e la santa Comunione, e con una vita di Preghiera intensa, affidandoci totalmente a Dio, alla Santissima Vergine Maria attraverso il Rosario, e al nostro Angelo Custode e a san Michele Arcangelo, così vinceremo, così ci santificheremo e così diverremo "come Dio" nel senso giusto, ossia mediante la Sua Grazia, per poter vivere in unione con Lui qua e nel Cielo per tutti i secoli dei secoli. Amen.


In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +