QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE, ANTE OMNIA OPUS EST, UT TENEAT CATHOLICAM FIDEM

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domenica 6 maggio 2012

Supplica alla Madonna del Rosario

Supplica alla Madonna 
del Rosario di Pompei
(da recitarsi l'8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno)
testo originale della Supplica scritta dal beato Bartolo Longo

I. - O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.

Salve Regina.

II. - È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.

Salve Regina.

III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.
Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai  dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.
Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.

Salve Regina.
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario.
Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.

Salve Regina.


martedì 24 aprile 2012

Santa Caterina da Siena passione fuoco e amore




Dal film Io Caterina vi offriamo un pezzo davvero indimenticabile e di grande attualità: se sarete ciò che dovrete essere metterete fuoco in tutta l'Italia!
Amore, Sangue Divino, Croce, Maria Santissima, il libro nel quale è scritta la nostra regola. Ascoltiamo la nostra amata Patrona d'Italia.
http://www.gloria.tv/?media=282358

così dice Benedetto XVI all'Udienza generale del 24.11.2010:
Caterina soffrì tanto, come molti Santi. Qualcuno pensò addirittura che si dovesse diffidare di lei al punto che, nel 1374, sei anni prima della morte, il capitolo generale dei Domenicani la convocò a Firenze per interrogarla. Le misero accanto un frate dotto ed umile, Raimondo da Capua, futuro Maestro Generale dell’Ordine. Divenuto suo confessore e anche suo “figlio spirituale”, scrisse una prima biografia completa della Santa. Fu canonizzata nel 1461.

domenica 8 aprile 2012

Resurrexit sicut dixit




Regina coeli, laetare, alleluia: Quia quem meruisti portare, alleluia. Resurrexit sicut dixit, alleluia. Ora pro nobis Deum, alleluia.
V. Gaude et laetare, Virgo Maria, Alleluia,
R. Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
Oremus: Deus qui per resurrectionem Filii tui, Domini nostri Iesu Christi, mundum laetificare dignatus es: praesta, quaesumus, ut per eius Genetricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eundem Christum Dominum nostrum.
R. Amen.


http://www.gloria.tv/?media=276798 











Auguri a tutti di Buona Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo!  


venerdì 6 aprile 2012

Adorazione della Croce: Crux Fidelis







Crux fidélis
http://www.gloria.tv/?media=275754

Crux fidélis, inter omnes arbor una nóbilis!
Nulla talem silva profert fronde, flore, gérmine.
Dulce lignum, dulces clavo dulce pondus sústinens!
- Pange lingua, gloriosi, proelium certaminis,
et super Crucis tropaeo dic triumphum nobilem,
qualiter Redemptor orbis immolatus vicerit.
Crux fidélis, inter omnes arbor una nóbilis!
Nulla talem silva profert fronde, flore, gérmine.
- Quando venit ergo sacri plenitudo temporis,
missus est ab parce Patris, Natus orbis conditor,
atque ventre verginali, carne factus prodiit.
Dulce lignum, dulces clavo dulce pondus sústinens!
- Vagit infans inter arta conditus praesaepia,
membra pannis involuta, Virgo Mater alligat,
et manus pedesque et crura stricta cingit fascia.
Crux fidélis, inter omnes arbor una nóbilis!
Nulla silva talem profert fronde, flore, gérmine.
- Lustra sex qui iam peregit tempus implens corporis,
se volente, natus ad hoc, passioni deditus,
Agnus in crucis levatur immolandus stipite.
Dulce lignum, dulces clavo dulce pondus sústinens!
- Aequa Patri Filioque, inclito Paraclito,
sempiterna sit beatae Trinitati gloria;
cuius alma nos redemit atque serva gratia

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Croce fedele, nobile albero, unico tra tutti!
Nessun bosco ne offre uno simile per fiore, fogliame, germoglio.
Dolce legno, dolci chiodi, che sostenete il dolce peso.
- Esalti ogni lingua nel canto lo scontro e la grande vittoria,
e sopra il trofeo della Croce proclami il suo grande trionfo,
poichè il Redentore del mondo fu ucciso e fu poi vincitore.
- E quando il momento fu giunto del tempo fissato da Dio,
ci venne qual dono del Padre il Figlio, creatore del mondo;
agli uomini venne incarnato nel grembo di Vergine Madre.
- Vagisce il Bambino, adagiato in umile, misera stalla,
le piccole membra ravvolge e copre la Vergine Madre,
ne cinge le mani ed i piedi, legati con candida fascia.
- Compiuti trent'anni e conclusa la vita mortale,
il Signore offriva se stesso alla morte, per noi,
in Croce è innalzato l'Agnello che viene immolato per noi.
- Al Padre sia gloria ed al Figlio, e all'inclito Paraclito;
sia gloria alla sempre ed Eterna Trinità;
il Suo Amore l'anima ha redento, servo della grazia. —


martedì 27 marzo 2012

Settimana di Passione



Predica del 25 marzo 2012 di padre Konrad  
Settimana di Passione

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Dalla Domenica della Passione in poi, le Statue e le Croci della Chiesa sono coperte, affinché possiamo meditare dentro di noi, in modo più intimo, la Passione del Signore. Per aiutarci in questo lavoro in modo salutare voglio meditare oggi, brevemente, l'Agonia del Signore nell'orto del Getzemani.
Là Egli soffriva la Passione, che era davanti ai Suoi occhi dal momento del Suo Concepimento e lo sarebbe stato sino alla Sua morte, nel modo più forte e più intenso. Getzemani, allora, significa etimologicamente "frantoio di olive" get-shemen, e spiritualmente significa il luogo dove, il Suo Preziosissimo Sangue esce da Lui mediante la Sua mortale agonia, come olio con cui siamo rifatti, unti e nutriti come accenna la Parola nel Cantico dei Cantici " oleum effussum nomen tuum " (1,1).
"Coepit contristari et maestus esse / cominciò a provare tristezza e angoscia" (XXVI, 37), scrive San Matteo, la tristezza ora è l'emozione che si sente davanti ad un male che non si può fuggire, questo male era quintuplice:

1. La visione della Sua Passione e della Sua morte, i singoli tormenti, le flagellazioni, gli obbrobri, schiaffi, derisioni, blasfemie, la Croce e la morte in tutta la sua estensione, profondità ed acerbità che Lo fece gemere, tremare, languire, impallidire, indebolire, gettarsi per terra e sudare sangue. E questo per espiare il compiacimento del peccato di Adamo in quell'altro orto di Eden, e di tutti gli altri peccatori.

2. La visione di tutti i peccati e di ogni peccato di tutti gli uomini e di ogni uomo, da Adamo e fino alla fine del mondo; tutti i sacrilegi soprattutto verso il Santissimo Sacramento dell'Altare, gli omicidi, gli adulteri, le fornicazioni, i furti, le calunnie, le blasfemie e tutti i crimini, i più enormi e i più orrendi mai commessi assieme a tutto il dolore, tutta la vergogna e la compunzione che a loro appartenevano, come se Egli stesso li avesse tutti commessi. Vedendo con perfetta chiarezza il grande grado infinito della loro offesa all'infinita Maestà di Dio e suscitando in Se un dolore che ci corrispondesse, e questo per espiare pienamente tutte quelle offese al Padre Celeste.

3. La visione di tutte le sofferenze dei Martiri, dei Confessori, Pastori e Santi che accoglieva in Se per guadagnare ai Suoi Servi fedeli la grazia, la forza e la consolazione per poter subirle per Dio.

4. La visione della dannazione di molti uomini che malgrado tutte le Sue sofferenze si sarebbero persi l'anima, in gran numero, a causa della loro negligenza, indifferenza ed ingratitudine verso di Lui.

5. La visione della afflizione della Sua Beatissima Madre, soprattutto quando stava ai piedi della Croce poiché il dolore del Figlio trafiggerà come una spada l'Anima della Madre, e tornarono poi ad affliggere la propria anima con ancor maggior intensità, Egli soffrendo nel sommo grado di vedere affliggersi la Sua Madre a causa di Lui.

San Leone Magno afferma che "la Passione del Signore si prolunga sino alla fine dei secoli". 
Gli fa eco il filosofo Pascal nella sua meditazione sull'agonia del Signore: "Cristo - scrive - sarà in agonia fino alla fine del mondo. Durante questo tempo non bisogna dormire: Io pensavo a te nella Mia Agonia, quelle gocce di Sangue le ho versate per te. Vuoi costarmi sempre Sangue della mia umanità senza che tu versi neanche una lacrima? Io ti sono più amico del tale e di tal altro, perché ho fatto per te più di loro, ed essi non soffrirebbero mai quel che ho sofferto da te, non morirebbero mai per te nel tempo della tua infedeltà e delle tue crudeltà come ho fatto Io, e sono pronto a fare nei miei eletti e nel Santissimo Sacramento dell'Altare".

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.




domenica 25 marzo 2012

L'arrivo a Venezia del nuovo Patriarca mons. Francesco Moraglia






Questa mattina, dopo la Santa Messa "in Terzo" a San Simeon, con il nostro Padre Konrad siamo andati a ricevere anche noi il nuovo Patriarca Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Francesco Moraglia.
Un vero giubilo, una festa e tanta gioia, complice certamente anche il bellissimo sole che ha contribuito a dare luce e ad illuminare l'evento....
Ci piace donarvi queste prime foto e nella seconda, sullo sfondo, il nuovo Patriarca con la nostra amata Chiesa di San Simeon piccolo, se vogliamo anche un'altra primizia, la sua prima gondola....

Al nostro Patriarca un caloroso e filiale Benevenuto, con la preghiera e con la gioia nel cuore... e l'aspettiamo a San Simeon...

Con affetto i parrocchiani di Padre Konrad


giovedì 15 marzo 2012

La blasfemia




Predica del 29 Gennaio 2012 di padre Konrad  

La blasfemia

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
La natura precisa della blasfemia recente a Milano (riferito allo spettacolo che è stato dato sul Volto di Cristo) non ci interessa perché, la conoscenza del male, è degradante, e come dice il Libro della Sapienza "non è la saggezza".
Cosa è la blasfemia? La blasfemia è la contumelia contro Dio, può essere o eretica, o non eretica.
Un esempio della blasfemia eretica è la dottrina di Calvino "che Dio sia la causa del peccato", la blasfemia non eretica può essere o la semplice derisione o l'imprecazione. Un esempio della derisione è la parola dei giudei al Signore di "scendere dalla Croce se fosse il Figlio di Dio", un esempio dell'imprecazione è la parola che Dio morisse. Se l'imprecazione è deliberata, comprende l'odio verso Dio che è il peccato il più grande in assoluto. 

La blasfemia è un peccato contro la Religione e la Carità. Se è deliberato, è un peccato mortale.

La Religione è la virtù di rendere a Dio ciò che Gli è dovuto, cioè l'adorazione, la lode, il ringraziamento e la petizione; la Carità è la virtù, come sappiamo bene, di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, e con tutte le nostre forze.
La blasfemia può essere considerata assieme all'ateismo e al peccato in genere. Mentre l'ateismo è la negazione di Dio, la blasfemia è la contumelia contro Dio; mentre il peccato è una offesa indiretta verso Dio, la blasfemia è una offesa diretta contro Dio. La blasfemia, l'ateismo e il peccato in genere costituiscono una ribellione superba contro Dio, una ribellione che cresce sempre e che si manifesta nell'epoca moderna sempre più chiaramente. Il Salmista dice: "la superbia di chi ti odiano cresce sempre - superbia eorum qui te oderunt crescit semper".

La blasfemia in riparazione di cui questa Santa Messa viene celebrata è precisamente una ribellione contro Iddio Uomo, Nostro Signore Gesù Cristo + di cui il Nome sia sempre adorato. Di questa ribellione in genere parla il Salmo 2 "perché congiurano le genti e perché i popoli hanno meditato cose inani? Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia: spezziamo le loro catene ( dicono ), gettiamo via i loro legami". 

Ora, due caratteristiche particolari di questa ribellione sono la sua inanità e la sua impietà. La ribellione è inane, come viene espresso nel Salmo, perché è una ribellione contro l'Essere stesso, sempiterno, Onnipotente, somma di ogni perfezione, vestito di infinità Maestà e Gloria, una ribellione da un essere limitato e finito che esiste solo in quanto partecipa all'esistenza di Dio, e che è buono solo in quanto partecipa alla Sua bontà. Tutto ciò che è nell'essere umano è mancanza: mancanza di essere, mancanza di bene: questo è proprio a lui. L'essere umano è una creatura di un'ora destinata a morire, polvere alla polvere, di cui il fiore appassisce, e la gloria, la bellezza, la forza passano, si sciolgono e periscono. "Perché dunque si insuperbisce la polvere?" chiede l'Ecclesiastico (cfr Siracide 10,9).
La ribellione è empia perché è contro il nostro Padre Celeste che occorre amare con l'amore di pietà: Egli che ci ha creati, che ci conserva in esistenza, che ci ha resi figli adottivi col dono gratuito della Grazia; è empio perché è contro il nostro Fratello e Redentore Gesù Cristo + che ha preso su Se stesso tutti i nostri peccati e li ha espiati tramite la Sua Passione e Morte in una certa infinità di sofferenza.
Ma Dio non è solo l'amore e la misericordia stessa, bensì anche la santità e la giustizia, e non sarebbe la santità né la giustizia se non vendicasse le offese commesse contro di Lui. "Colui che abita nei cieli riderà su di loro" leggiamo nello stesso Salmo 2. 
Ci sarà dunque una punizione per questa ribellione sui ribelli: una punizione temporale o eterno, secondo la gravità del peccato e secondo il loro pentimento. Ma secondo la gravità del peccato, soprattutto coloro che sono direttamente contro Dio, ci può essere anche un castigo degli innocenti, per esempio tramite i disastri naturali o guerre, come la Madonna di Fatima ha chiaramente constatato.

 Per evitare questo ultimo pericolo bisogna riparare. La Santa Messa  è già una riparazione, ma invito tutti, carissimi fedeli, e me come primo, di fare anche la propria riparazione, che può essere uno sforzo di combattere un determinato peccato o vizio abituale del nostro carattere, o un impegno più serio per la Preghiera o la conversione.
Il Signore è molto offeso, ma sarà consolato da un amore più grande, più fervente da parte dei suoi amici.
Amen.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Sia lodato Gesù Cristo +