Carissimi lettori.
E' ora disponibile sul sito : http://venezia.fssp.it/pages/intro.php il ciclo di omelie di Padre Konrad dedicato all'anno della fede.
ringraziamo di cuore LD Caterina per il prezioso lavoro svolto.
di Giuseppe Adernò
ROMA, giovedì, 18 ottobre 2012 (ZENIT.org)
- Sono trascorsi cento anni dalla pubblicazione del primo catechismo
che porta il nome di San Pio X, formidabile impresa editoriale,
straordinario sussidio contro l’ignoranza religiosa, strumento di
educazione e di dottrina che ha accompagnato per i sentieri della fede
intere generazioni , attuale anche oggi, in riposta al sempre dilagante
relativismo che spadroneggia in ogni dove, lasciando mano libera al “fai
da te” anche nei confronti della religione.
Era
il 18 ottobre del 1912 quando il santo Papa Pio X (1813-1914) approvò
la nuova edizione del Catechismo della dottrina cattolica, prescritta a
tutta la provincia ecclesiastica di Roma, scrivendo: «Fin dai
primordi del nostro Pontificato rivolgemmo la massima cura
all’istruzione religiosa del popolo cristiano e in particolare dei
fanciulli, persuasi che gran parte dei mali che affliggono la Chiesa
provengono dall’ignoranza della sua dottrina e delle sue leggi».
In un’intervista al settimanale “30 Giorni” nel 2003, l’allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI ha dichiarato che: «La
fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di san Pio
X conserva sempre il suo valore. (…) questo non esclude che ci possano
essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col
Catechismo di san Pio X. che può essere considerato una perfetta
sintesi della dottrina cattolica che il Santo Padre Pio X fece
realizzare, rielaborando un testo che egli, aveva già scritto, quando
era Vescovo di Mantova.
Da
catechista e da giovane parroco aveva ben compreso la ragione e
l’importanza dell’insegnamento della dottrina: la prima pietra per
edificare la dimora cristiana di ciascuna anima. Se la dimora non ha
fondamenta la Fede diventa puro sentimento religioso e le scelte di vita
sono spesso slegate dai principi della Chiesa, operando senza regole e
senza punti fermi di riferimento.
Nella nota introduttiva del “catechismo minimo” si legge inoltre che “i genitori
e i padroni (datori di lavoro) sono obbligati a procurare che i loro
figli o dipendenti imparino la Dottrina cristiana e se trascurano tale
obbligo si rendono colpevoli davanti a Dio”
Il
senso di obbligo ed il connesso “rendersi colpevoli davanti a Dio”
manifesta chiaramente la ferma volontà nel portare avanti un progetto di
educazione cristiana che non doveva escludere nessuno e che per i
poveri e gli operai costituiva la prima occasione di incontro con la
fede e con la formazione religiosa, capace di dare senso e risposta alla
propria vita
L’imponente
lavoro venne realizzato con l’ausilio di una Commissione per
assicurare, con espressioni linguistiche appropriate, la facilità di
comprensione, nonostante la profonda consistenza dei concetti espressi.
Il metodo adottato fu quello della formulazione di singole domande brevi
con relative risposte incisive ed essenziali
Nel
1930 fu elaborata inoltre un’edizione ridotta, indirizzata ai bambini e
ai ragazzi che conteneva un numero inferiore di domande e risposte che
nei corsi di catechismo venivano fatte imparare proprio a memoria con
l’obiettivo che rimanesse impressa la dottrina, senza dubbi o confusioni
di sorta. Questa architettura sintetica, chiara ed immediata, ha
prodotto eccellenti risultati nelle generazioni di italiani che a questa
scuola si sono formati.
Dopo
il Concilio Vaticano II, il Catechismo di san Pio X cadde generalmente
in disuso e a partire dagli anni Settanta fu progressivamente
abbandonato. (veramente fu abusivamente vietato....nota mia)
Il Catechismo di san Pio X potrà avere anche in futuro degli amici
“si legge nell’articolo del cardinale Ratzinger (2003) e nell’Anno
della fede che celebra il cinquantesimo anniversario dell’apertura del
Concilio Vaticani II e il ventennale del Catechismo della Chiesa
cattolica non si può dimenticare il primo centenario del Catechismo di
San Pio X, libro “mastro” e guida del catechista che, come scriveva il
beato Giacomo Alberione, fondatore della Compagnia di San Paolo,
dovrebbe possedere le seguenti abilità e competenze: “essere pio,
istruito, esemplare; conoscere bene ciò che deve insegnare e possedere
delle qualità nel il modo d’insegnare; saper organizzare la sua classe e
le classi di catechismo, luogo di studio e di apprendimento, ma
soprattutto deve amare le anime e non risparmiare nulla per esse (…)
operando così un grande bene tra la gioventù e gli adulti, nonostante
tutte le accresciute difficoltà di oggi, che sono realmente tante e
gravi».
“Per
i suoi effetti benefici sui bambini e su tutti i cattolici, il valore
storico e culturale del Catechismo di San Pio X non è quantificabile e
come tutti i capolavori che la Chiesa dona ai suoi figli, non conosce né
crepe, né stagioni, ha scritto Cristina Siccardi, ed in questo
Anno della fede ritorna di grande attualità il messaggio del Catechismo
di San Pio X per meglio comprendere la fede in Dio che è “l’Essere perfettissimo, creatore del cielo e della terra” e per vivere secondo Dio dobbiamo “credere
le verità rivelate da Lui e osservare i suoi comandamenti, con l’aiuto
della sua grazia che si ottiene mediante i sacramenti e l’orazione”
Sono
queste le formule di risposta alle domande guida del Catechismo e sono
sempre attuali in ogni tempo, essenziali, sintetiche e vere.
A
tutti noi il compito di ripassarle, esercitando la memoria e per le
nuove generazioni occorrerà forse una nuova metodologia telematica ed
elettronica per far apprendere tali principi basilari. Ben vengano i
nuovi metodi e gli strumenti tecnologici, purché resti sempre salda la
“dottrina”.






